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Il test di Turing non è stato superato

Cosimo Alfredo Pina

È di qualche ora fa la notizia del superamento del Test di Turing da parte del “supercomputer” Eugene, programmato dai ricercatori Vladimir Veselov e Eugene Demchenko, ma a quanto pare però dovremo frenare gli entusiasmi.

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Con un analisi a posteriori, molti appassionati ed esperti hanno trovato diverse falle in procedure e risultati:

  • Soltanto il 33% dei giudici pensava che il computer fosse umano
  • Le conversazioni sono state limitate a sessioni di 5 minuti
  • I giudici selezionati non erano esperti in intelligenza artificiale
  • La scelta di interpretare un adolescente ha posto limiti, sopratutto su questioni di cultura ed etica

Tutti questi limiti e mancanze escludono automaticamente il superamento del Test e considerando che già nel 2011 Cleverbot aveva convinto ben il 59% degli interlocutori di essere un umano, i risultati ottenuti non sono poi così eclatanti.

Effettivamente se proverete a intrattenere una conversazione sul sito ufficiale (quando non intasato) è facile intuire come il bot risponda con frasi preconfezionate e schivi gli argomenti che non vuole trattare, in maniera non troppo elegante.

Gran parte del polverone sollevato è dovuto al Prof. Warwick, già famoso per alcune bufale informatiche, che nel comunicato stampa rilasciato dall’Università di Reading (Regno Unito), forza un po’ troppo il concetto del Test di Turing a favore di Eugene.

Il comportamento tutt’altro che scientifico del gruppo ha portato ad un fraintendimento a livello globale che ha coinvolto molte testate giornalistiche; se mai un giorno esisterà un’intelligenza artificiale è probabile che guarderà a questo “esperimento” con un sorriso digitale.

 

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