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Il traduttore uomo – delfino è realtà, più o meno

Lorenzo Fantoni -

 

Che i delfini siano ritenuti tra gli animali più intelligenti della Terra è indubbio. Il fatto è che nessuno ha mai capito quanto effettivamente lo siano.

Fortunatamente, per tutti voi che vi struggete ogni giorno con questi interrogativi, la situazione sta per cambiare. Gli scienziati del Wild Dolphin Project hanno infatti sviluppato una sorta di traduttore umano-delfino che potrebbe aiutarci a capire questi bellissimi animali.

Il test del dispositivo si è svolto ad Agosto 2013. Il direttore del WDP Denise Herzing stava nuotando ai Caraibi con alcuni dei delfini che studia da 25 anni, indossando un prototipo del Cetacean Hearing and Telemetry (CHAT), acronimo che i ricercatori hanno dato al traduttore, quando uno dei fischi dei delfini è stato tradotto con “sargassum” un tipo di alga.

Doverosa precisazione: il fischio riconosciuto dal CHAT non faceva parte dei normali fischi usati dai delfini per comunicare. Questi animali possono produrre suoni a frequenze non udibili dall’orecchio umano, e indirizzarli in determinate direzioni senza muovere la testa, il che rende molto difficile capire a quali stimoli visivi stanno rispondendo.

Per ovviare a questo problema, Herzing e il suo team hanno inventato una serie di fischi collegati a determinate cose, tra cui il sargassum, e addestrato i delfini a ripetere il fischio quando incontravano l’oggetto in questione.

Tuttavia, questo non vuol dire che da domain capiremo i delfini, l’evento infatti non si è più ripetuto da quell momento, e non è detto che il delfino non stesse semplicemente giocando con i suoni.

Fortunatamente il team ha comunque fatto dei progressi, ad esempio elaborando un algoritmo per riconoscere e identificare fischi difficili da percepire per l’orecchio umano, che ha permesso di circoscrivere dei suoni caratteristici, come quelli tra una madre e il suo cucciolo.

Se anche il CHAT dovesse diventare realtà, ci vorrà un bel po’ prima di avere un vero e proprio traduttore universale. I delfini infatti parlano vari dialetti, quindi per ogni zona il lavoro riparte da zero.

Se la ricerca vi interessa, sappiate che la Herzing presenterà a Maggio il suo lavoro ad una conferenza sul processo dei segnali che si terrà a Firenze.

Fonte: CNet