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In Giappone si progetta una città sottomarina

Lorenzo Fantoni

La Shimizu Corporation ha svelato qualche giorno fa un “Ocean Spiral” una struttura sottomarina autosufficiente in grado di ospitare 5000 persone.

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Il progetto comprende una sfera galleggiante grande tre miglia che accoglie una zona residenziale e commerciale e una spirale di 8  miglia che porta a 2 miglia di profondità fino a un generatore di corrente. La centrale energetica dovrebbe produrre elettricità convertendo l’anidride carbonica in metano grazie a dei microorganismi, inoltre dovrebbero essere presenti dei generatori di corrente che reagiscono alle varie temperature dell’acqua, posizionati lungo la spirale. Usando la pressione idraulica la centrale dovrebbe anche pompare acqua potabile nella sfera.

Secondo la Shimizu, le tecnologie necessarie per costruire Ocean Spiral saranno disponibili entro 15 anni, mentre ce ne vorrebbero 5 per costruirla, con una spesa pari a 25 miliardi di dollari.

La compagnia spera di ottenere il supporto necessario, oltre a i fondi, sia da fonti private che governative. I responsabili della compagnia descrivono Ocean Spiral come una sorta di risposta ai cambiamenti climatici, un modo per ottenere alti standard di qualità della vita anche in condizioni differenti, una sfida complessa ma non impossible in cui il loro compito è immaginare il futuro, così come un i carton di decine di anni fa immaginavano gli smartphone.