IoT in enorme espansione in Italia: un mercato da 2,8 miliardi di euro

Edoardo Carlo Ceretti

Se l’ultimo decennio è stato quello della rivoluzione smart dei dispositivi mobili, il prossimo sarà probabilmente guidato dalla rivoluzione smart di automobili, case, città e industrie: la cosiddetta IoT (Internet of Things). Come spesso accade in ambito tecnologico, l’Italia risulta essere un passo indietro rispetto agli altri paesi occidentali, però sembra proprio che la rivoluzione IoT stia ormai entrando nel vivo anche da noi: secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2016 in Italia il mercato dell’IoT ha raggiunto un giro di 2,8 miliardi di euro, in crescita del 40% rispetto all’anno precedente.

Una crescita davvero poderosa, che ci sta permettendo di riallinearci agli altri paesi occidentali. Questi progressi sono in parte trainati dalla normativa sullo Smart Metering Gas, che richiederà entro il 2018 l’installazione di almeno 11 milioni di contatori del gas smart e che sta dando i suoi frutti: mercato da 950 milioni nel 2016, +90% rispetto all’anno precedente. Al secondo posto per il maggiore apporto a questo andamento positivo sono le smart car, con ben 7,5 milioni di automobili connesse alla rete grazie a piattaforme come Android Auto di Google e CarPlay di Apple (550 milioni nel 2016, +15%).

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In crescita anche lo smart building (510 milioni, +45%) che riguarda l’integrazione con la tecnologia per aumentare la sicurezza degli edifici, lo smart logistics (250 milioni) per il supporto ai trasporti pubblici e privati, e la smart home (185 milioni, +23%) con una prevalenza per i sistemi di sicurezza per la propria casa.

Ancora in fase embrionale sono invece i progetti di smart city e industrial IoT in Italia: dai dati raccolti dall’Osservatorio è emerso come la maggior parte dei progetti siano ancora in fase semplicemente sperimentale e non è prevista una massiccia inversione di tendenza per il 2017. Dati che dimostrano che il nostro paese avrebbe grandi potenzialità per rivalutare le proprie città (rendendole più efficienti e vivibili) e la propria industria (dando una bella mano al rilancio dell’economia), ma che ancora non ci si è decisi a sfruttare.

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Fonte: iPress Live