Kickstarter final 2

Kickstarter ha dato vita a più di 300.000 posti di lavoro

Leonardo Banchi

Il crowdfunding in generale, e in particolare la piattaforma Kickstarter, sono ormai universalmente riconosciuti come uno dei migliori modi per far decollare progetti e idee con una buona base, ma senza fondi da investire per la sua realizzazione.

Nonostante questo non sia sempre vero, una ricerca portata a termine dal professor Ethan Mollick dell’Università della Pennsylvania ha evidenziato come la piattaforma abbia portato alla creazione di oltre 300.000 posti di lavoro: 29.600 full time e 283.000 part-time.

Mollick ha coinvolto, per il proprio sondaggio, ben 61.654 progetti finanziati con successo fra il 2009 ed il 2015, riscontrando un giro di affari ben più grande di quanto si possa immaginare: secondo i suoi studi, per ogni dollaro ottenuto dalle campagne crowdfunding, i progetti di successo sono poi riusciti mediamente a racimolare ben 2,46 $ in finanziamenti esterni al sito: in totale, Kickstarter sarebbe così riuscito a generare un giro d’affari di ben 5,3 miliardi di dollari per i creatori dei progetti e le loro imprese.

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I creatori di progetti di successo avrebbero poi potuto beneficiare di ulteriori “guadagni collaterali”: secondo il 37% degli intervistati, l’esito positivo della campagna ha portato loro degli avanzamenti di carriera, mentre il 21% ha dichiarato di aver ricevuto un aumento di stipendio. Per artisti legati al mondo del cinema, della musica, dei libri o dei videogame, invece, il successo su Kickstarter è stato sinonimo di migliori accordi con case di pubblicazione e distribuzione.

Vale comunque la pena di ricordare che non è tutto oro quel che luccica: se da una parte rimane da considerare che i progetti che mancano il proprio obiettivo su Kickstarter sono molti più di quelli che raggiungono il successo, dall’altra è bene non dimenticare come mediamente, un progetto su dieci che ottengono il finanziamento fallisca poi in fase di realizzazione, mancando alle promesse fatte nei confronti dei finanziatori.

Via: Engadget