teletrasporto quantico

La fisica quantistica rende il teletrasporto sempre più vicino.. almeno per i dati

Leonardo Banchi -

Quando si parla di teletrasporto, la prima immagine a toccare la mente è quella proveniente dalla fantascienza, che ci porta a visualizzare lo spostamento immediato, di oggetti o persone, da un punto ad un altro. Per la fisica quantistica, però, parlare di teletrasporto comporta implicazioni diverse, sulle quali esperti ricercatori sono costantemente al lavoro, anche se con alcuni punti in comune con questa immagine.

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Un gruppo di ricerca facente parte del laboratorio del professor Nicolas Gisin, presso il dipartimento di fisica dell’Università di Ginevra, ha infatti recentemente compiuto importanti passi avanti in questo studio, riuscendo a teletrasportare lo stato quantico di un fotone (conosciuto in questo caso come polarizzazione del fotone) presso un altro fotone contenuto in un cristallo a più di 25 chilometri di distanza, polverizzando il precedente record di 6 chilometri, realizzato dallo stesso team 10 anni fa.

Nell’ambito in cui ci troviamo, l’argomento è quindi quello del teletrasporto di un particolare tipo di informazioni da un luogo all’altro, senza che avvenga realmente, fra i due punti, uno spostamento fisico di alcun tipo.

L’esperimento si è svolto attraverso l’incapsulamento di un fotone in un cristallo, creando quella che in sostanza è divenuto un particolare banco di memoria allo stato solido. Gli scienziati hanno poi spedito, attraverso fibra ottica, un altro fotone di lunghezza d’onda differente a 25 chilometri di distanza, dove lo hanno fatto interagire con un terzo fotone. Dato che i primi due fotoni erano in relazione di entanglement quantistico (una proprietà che comporta che le due particelle possano “parlarsi”, indipendentemente dalla distanza fisica che le separa), l’interazione fra essi ha “spedito” i dati al fotone conservato nel cristallo, dal quale il gruppo di ricerca è stato in grado di estrapolarla.

Il teletrasporto quantico permetterebbe quindi, in modo assolutamente indipendente dalla distanza fisica di due luoghi, di ricavare immediatamente informazioni generate dallo stato del luogo di partenza, senza necessità di trasferimento o elaborazioni intermedie.

Purtroppo, però, per quanto la prospettiva sia estremamente interessante per un mondo nel quale lo scambio di informazioni è ormai diventato prerogativa e parte fondante della maggior parte dei campi, prima di poter sfruttare questa tecnologia in modo “puro” sarebbe necessario stravolgere completamente il modo di utilizzare questi dati: il teletrasporto quantico, infatti, non permette di trasportare i tradizionali bit utilizzati dai computer, ma solo qubit (bit quantistici) o stati.

Dovremo quindi attendere ancora prima di poter vedere il teletrasporto che la fantascienza ci ha insegnato a immaginare, ma se la scienza continuerà a progredire a tale velocità il nostro modo di operare e trasmettere informazioni potrebbe subire, in un tempo non così lontano, importanti stravolgimenti.

VIA: C|Net