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La foglia artificiale che respira (e potrebbe portarci nello spazio)

Lorenzo Fantoni

Uno dei maggiori problemi all’esplorazione dello spazio profondo quella fastidiosa mancanza di ossigeno che pervade la maggior parte dell’Universo. Fortunatamente qua sulla Terra ci pensano le piante a convertire la nostra anidride carbonica in utilissimo O2, dunque perché non sfruttare questa idea?

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Non sarebbe bellissimo se potessimo sfruttare le piante come fabbriche di ossigeno, ma senza aver bisogno di terra, sole, acqua, fertilizzante e gravità? Proprio questo è il punto della ricerca di Julian Melchiorri, laureato del Royal College of Art, che ha creato la prima foglia che prende acqua, biossido di carbonio e luce e restituisce aria.

La foglia è stata creata partendo dai cloroplasti, ovvero la parte della pianta deputata alla fotosintesi, sospesi in una struttura di proteine della seta. Elon Musk e Nasa, drizzate le orecchie!

Il risultato è un materiale sintetico in grado di “respirare” esattamente come una foglia, che può potenzialmente purificare e fornire ossigeno in ambienti chiusi e spazi aperti. Immaginate cosa si potrebbe fare se le facciate di palazzi o altre strutture fossero ricoperti di un sottile rivestimento di questo materiale, o cosa potremmo ottenere piantando alberi artificiali pieni di queste foglie direttamente sul suolo marziano.

Che sia l’alba di una nuova era della colonizzazione spaziale?