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La guerra alla pesca clandestina si fa con i satelliti

Lorenzo Fantoni

La pesca illegale causa danni incredibile agli ecosistemi di tutto il mondo, danni che paghiamo sia in termini economici che fisici, ma contrastarla è molto difficile, visto che è praticamente impossibile pattugliare tutto il mare.

Tuttavia, un gruppo di scienziati inglesi potrebbe aver trovato un’ottima contromisura in Project Eyes on the Seas, un progetto che usa i dati dei transponder delle barche e quelli satellitari per scovare tutte quelle navi che stanno facendo qualcosa che non dovrebbero fare.

I dati ottenuti vengono analizzati dall’algoritmo di Project Eyes, che cerca movimenti sospetti e li confronta con le condizioni meteorologiche e i possibili punti dove pescare. Se ad esempio due navi si avvicinano a una certa velocità, il sistema penserà che stanno passandosi il pescato (un classico metodo per non farsi scoprire) e avviserà le forze dell’ordine.

L’obiettivo finale è trasformare un sistema molto dispendioso e complesso in qualcosa di più efficiente, conveniente e automatizzato. Il progetto verrà lanciato in Chile, Palaus e nei mari territoriali inglesi a breve, con l’obiettivo di espandersi nei prossimi anni.