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La NASA ha usato il sole per riparare il telescopio Kepler

Lorenzo Fantoni

Kepler, il telescopio che più di tutti ha lavorato per farci conoscere lo spazio profondo, è stato riparato dalla NASA con un metodo veramente ingegnoso.

La NASA ha annunciato infatti il programma K2, definito anche “seconda luce” con cui Kepler è stato riparato dopo un paio di guasti che lo avevano fermato.

Come tutti i satelliti, Kepler è dotato di ruote di reazione, strumenti necessari per il suo posizionamento. La prima ruota di reazione si è rotta nel 2012, ma il suo blocco inficiava solo le manovre più precise. I problemi sono sorti col blocco della seconda ruota, nel 2013. A quel punto il progetto è stato bloccato.

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Per risolvere il problema, scienziati e ingegneri della NASA hanno pensato di utilizzare la pressione data dalla luce del Sole per creare una sorta di “ruota di reazione virtuale” e riottenere il controllo di Kepler, riportandolo a uno stato di funzionamento pari a quello originale.

L’idea è stata proposta all’inizio del 2014, senza nessuna garanzia di successo e col rischio che non fosse neppure finanziata, tuttavia poi la NASA si è resa conto di una effettiva possibilità e ha avviato il programma di recupero.

Grazie a questa idea, Kepler, anzi K2 ha già scoperto un nuovo pianeta: HIP 116454b. Si trova a 180 anni luce dalla Terra è piccolo 2,5 volte la Terra, ha un anno di sole 9 ore ed è troppo caldo per ospitare la vita (così come la conosciamo noi).

Dal 2009 Kepler ha scoperto 4.000 pianeti visibili nella porzione visibile della Via Lattea, trovando persino pianeti teoricamente abitabili. Un numero incredibile che ha superato perfino le più rosee teorie degli astronomi.