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La NASA progetta una città galleggiante sulle nuvole di Venere (video)

Lorenzo Fantoni -

Gran parte delle risorse delle principali agenzie spaziali, NASA in testa, sono concentrate sull’esplorazione, con eventuale colonizzazione, di Marte. Ma da un punto di vista di pura distanza, Venere sarebbe un candidato migliore. La sua distanza varia tra i 38 e i 261 milioni di km, contro i 56 e 401 del pianeta rosso.

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inoltre, ha dimensioni e composizione chimica simile alla Terra.

Il problema è che niente di ciò che l’uomo ha inviato su Venere è sopravvissuto più di un paio d’ore.

Questo perché la pressione atmosferica del pianeta è 92 volte superiore alla Terra, la temperatura media è di 426° C, l’attività vulcanica è frequente, l’atmosfera è composta principalmente da monossido di carbonio e tutto è avvolto in una nube di acido solforico.

Insomma non ci andremmo volentieri in vacanza.

Tuttavia, la NASA potrebbe avere una soluzione per abitarci, ispirata a Guerre Stellari: città volanti.

l’High Altitude Venus Operational ConceptHAVOC — è il concept di un’astronave disegnata da un team del Systems Analysis and Concepts Directorate del NASA Langley Research Center con lo scopo di esplorare Venere. Quest’astronave più leggere dell’aria è studiata per stazionare sopra le nuvole d’acido per circa 30 giorni. così da permettere agli esploratori di collezionare dati atmosferici.

Sì perché anche se stare sulla superficie di Venere sarebbe un modo molto brutto di morire, ad un’altezza di circa 50 km le condizioni climatiche sono simili alla Terra. La pressione atmosferica è quasi uguale, mentre la gravità è leggermente inferiore. Giusto la temperatura, 75° C è più alta, ma comunque gestibile in qualche modo, tanto l’atmosfera sarebbe comunque in grado di difendere gli astronauti dalle radiazioni solari.

La missione inizierebbe con una sonda con cui fare i primi rilevamenti, per poi passare alla fase di 30 giorni con un equipaggio umano, al quale farebbe seguito una missione di due team, che spenderebbero sulla stazione un anno a testa, con l’obiettivo finale di mantenere una presenza umana stabile su questa città delle nuvole.

La città avrebbe una posizione fissa, l’esplorazione sarebbe affidata a un dirigibile lungo 130 metri pieno di elio e alimentato con oltre 1000 metri quadri di pannelli solari.

Il bello di questo progetto è che si basa tutto su tecnologie già esistenti o molto vicine, anche se ci vorranno comunque almeno vent’anni per vederlo in atto. Il prossimo passo del progetto HAVOC è simulare sulla Terra le condizioni di Venere, e la NASA ha già preparaot un documento con i centri che possono permetterlo.

Secondo la NASA, un progetto del genere sarebbe un buon modo di sviluppare tecnologie che potrebbero essere sfruttate per missioni future. Un modo per “scaldarsi” prima di Marte.