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La Siberia è un colabrodo e non sappiamo il perché

Cosimo Alfredo Pina Alcuni misteriosi crateri stanno mettendo a dura prova il nord della Russia, creando un rischio per la popolazione locale

Nel mese di luglio dello scorso anno furono avvistati alcuni misteriosi crateri, nel regione più a nord della Russia. Un’investigazione più approfondita svolta a mezzo di satellite ha rivelato che i crateri più grandi sarebbero quattro, accompagnati da decine di altri di diametro inferiore.

Queste formazioni hanno suscitato l’interesse dei geologi di tutto il mondo; Vasily Bogoyavlensky, uno studioso della zona, ha rilasciato un’intervista al The Siberian Times sulle teorie più plausibili, che spieghino come queste voragini vengano a formarsi.

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Tra le varie ipotesi, quella delle tasche di gas è tra le più accreditate. Secondo alcuni geologi grandi masse di gas potrebbero, una volta accumulate, provare un crollo strutturale del terreno, portando alla formazione dei crateri.

Questi buchi, larghi fino a 600 metri e profondi fino a 70, sono un rischio concreto sia per la popolazione sia per le strutture ospitate dal territorio. Il prossimo passo della comunità scientifica sarà quindi quello di cercare di capire se sia possibile prevedere come e quando questi crateri si vengono a formare, anche se terreno cedevole ed estremamente ripido non faciliterà il processo.

Via: IFL Science