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La sonda giapponese Hayabusa 2 analizzerà uno degli asteroidi più vecchi del sistema solare

Lorenzo Fantoni

Il 30 novembre la astronave giapponese Hayabusa 2 lascerà la Terra su un razzo Mitsubishi per raggiungere un asteroide. Come la prima Hayabusa, si limiterà a osservare e analizzare il corpo celeste, ma a differenza della precedente missione, l’asteroide osservato non è di silicati e nickel, ma roccia e argilla, materiali che potrebbero contenere materia organica e acqua.

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Questo veicolo spaziale comandato in remoto viaggerà per tre anni per raggiungere il suo obiettivo: l’asteroide 1999 JU3, con arrivo previsto per giugno 2018.

Quando arriverà a destinazione, Hayabusa 2 lancerà sull’asteroide il modulo di atterraggio MASCOT e la sonda MINERVA. Quest’ultima avrà lo scopo di controllare il terreno e trovare il punto migliore in cui Hayabusa 2 potrà raccogliere dei campioni superficiali. Tuttavia, verso la fine dei 18 mesi di missione, l’astronave potrà lanciare “Impactor”uno strumento che creerà un piccolo cratere dal quale collezionare materiale del sottosuolo.

Se tutto va come deve andare, Hayabusa 2 inizierà il suo viaggio di ritorno a dicembre 2019, per atterrare l’anno dopo con un ricco carico di campioni da analizzare. 1999 Ju3 è classificato come uno degli oggetti più antichi del nostro sistema solare, quindi gli scienziati sperano fornisca qualche dato utile sulle origini della vita sulla Terra.