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L’animazione sospesa che salva le vite

Lorenzo Fantoni -

Questo mese all’UPMC Presbyterian Hospital di Pittsburgh, Pennsylvania’ verrà tentata la prima animazione sospesa su soggetti umani, non per viaggiare nello spazio, ma per salvare vite.

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Quest’esperimento verrà inizialmente svolto su 10 soggetti con ferite potenzialmente letali, nella speranza di guadagnare tempo per i chirurghi, raffreddando il corpo senza che vi sia un cambio di temperatura esterno.

Per farlo un team di dottori rimuoverà tutto il sangue dei pazienti, sostituendolo con soluzione salina fredda. Questo raffredderà di molto il corpo, bloccando le sue funzioni e riducendo il bisogno di ossigeno.

Questa tecnica è stata già testata e sperimentata dal dottor Peter Rhee, che nel 2000 e nel 2006 la testò sui maiali che nel 90% dei casi sono sopravvissuti e non hanno riportato alcun danno fisico o cognitivo.

La tecnica al momento verrà utilizzata solo per trattare pazienti in arresto cardiaco che hanno subito ferite gravissime, con perdita di almeno metà del sangue, e in cui normalmente il soggetto sopravvive solo nel 7% dei casi.

Ancora non siamo dunque pronti per l’ipersonno, perché le persone possono rimanere in questo stato solo qualche ora, ma se la sperimentazione dovesse far salire le percentuali di sopravvivenza di qualche punto sarebbe comunque un grande passo in avanti.