obayashi ascensore spaziale

L’ascensore spaziale sarà pronto per il 2050

Cosimo Alfredo Pina

La corsa allo spazio è sempre stata disputata tra razzi, shuttle e moduli di varia natura. Negli ultimi anni si sta concretamente facendo largo una nuova possibilità che abbandona l’approccio tradizionale basato sulla propulsione per utilizzare un ascensore spaziale.

Ovviamente tra i primi interessati a questo tipo di tecnologia c’è la NASA che da anni sta lavorando al progetto, per valutare quali siano i mezzi opportuni a realizzare questo complesso sistema di trasporto; tuttavia l’ente statunitense non sarebbe il solo interessato. L’azienda di costruzioni Obayashi ha recentemente rilevato i suoi piani per la realizzazione di un ascensore spaziale entro il 2050.

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Secondo il progetto della ditta giapponese il mezzo si staglierà a 96 chilometri di distanza dalla superficie e permetterà il trasporto di rifornimenti e persone a costi molto più vantaggiosi rispetto a quelli necessari con i mezzi attualmente in uso.

Il viaggio, per la sola andata, durerà sette giorni e porterà verso una stazione spaziale collegata al capolinea. L’azienda ha però chiarito che la realizzazione del progetto è ancora nelle fasi preliminari e per portare a termine il progetto saranno necessari dei materiali con proprietà specifiche, in particolare di resistenza alla tensione, di cui ancora non disponiamo.

Alla base del futuro successo dell’ascensore ci sarebbero la nanotecnologia del carbonio, che secondo Obayashi sarà di grande aiuto nel portare a termine l’ascensore. A tal proposito la grande sfida sarà quella di realizzare dei nanotubi di carbonio sufficientemente lunghi.

Al momento la dimensione di queste strutture non supera i 3 cm di lunghezza, ma Yoji Ishikawa, direttore del settore ricerca e sviluppo di Obayashi, si fiducioso che entro il 2030 saranno raggiunti risultati sufficienti a far decollare il progetto.

 

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