Le auto a guida autonoma devono imparare a uccidere

Leonardo Banchi

L’adozione delle automobili a guida autonoma porta con sé molte difficoltà, non solo dal punto di vista tecnico: nonostante la loro sicurezza sia stata comprovata in varie situazioni, e la loro efficacia sia probabilmente superiore a quella dei piloti umani, infatti, esse non potranno mai essere considerate perfettamente sicure, e questo porta purtroppo a scontrarsi con problematiche più morali che tecniche.

Ad esempio, come dovrebbe comportarsi un’auto a guida autonoma trovandosi davanti ad un inevitabile incidente? Dovrebbe cercare di minimizzare il danno in vite umane, pur mettendo a repentaglio la sicurezza dei propri occupanti, oppure agire per proteggere i proprietari dell’auto prima degli altri?

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Questa domanda, in grado di mettere in difficoltà perfino le famigerate leggi della robotica di Isaac Asimov, pone innanzitutto l’accento su uno dei problemi che potrebbero incontrare le auto a guida autonoma al momento del loro ingresso sul mercato, e sul modo in cui potrebbero essere accettate dalla società: seppur in favore della maggiore sicurezza collettiva, chi comprerebbe un’automobile programmata per sacrificare il proprio occupante in caso di difficoltà?

Secondo Jean-Francois Bonnefon, della Toulouse School of Economics, sarà proprio l’opinione pubblica ad avere un ruolo determinante sul futuro delle auto a guida automatica, oltre che nella determinazione dell’ “algoritmo morale” che controllerà il loro funzionamento.

Egli ha quindi condotto una serie di esperimenti, sottoponendo varie persone a dilemmi etici di questo tipo: immaginate che un’auto a guida autonoma, in seguito a una serie di imprevedibili eventi, si trovi lanciata verso un gruppo di dieci persone che attraversano la strada. Per essa è impossibile fermarsi in tempo, ma è possibile evitare l’uccisione delle dieci persone con una brusca sterzata contro un muro, che porterebbe però all’uccisione del proprio guidatore. Cosa dovrebbe fare l’auto?

auto guida autonoma imparano a uccidere

La domanda è stata poi posta in diverse versioni, nelle quali variavano il numero di pedoni coinvolti o di occupanti dell’auto, o introducendo alcune variabili come la possibilità di uccidere un numero ristretto di pedoni, ma la risposta del pubblico è stata comunque piuttosto unanime: in generale, le persone condividono l’idea che le auto a guida autonoma debbano collaborare per minimizzare il numero di vite umane perse.

Tuttavia, difficilmente questo approccio potrà essere adottato completamente, proprio per la sua natura paradossale: gli stessi partecipanti hanno infatti ammesso di condividere questa idea, ma di non essere, in uno scenario del genere, minimamente interessati all’acquisto di un’auto a guida autonoma, vanificando così la loro intrinseca sicurezza.

Questa problematica non può più quindi essere ignorata, secondo il team di ricerca francese: se davvero le auto automatiche arriveranno presto sul mercato, infatti, stabilire il modo in cui esse dovranno comportarsi di fronte a complessi problemi etici è più urgente che mai.

Fonte: Technologyreview