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Le prime guardie di sicurezza robot sono realtà

Lorenzo Fantoni -

Dopo circa un anno di lavoro, Knightscope è pronta al debutto di K5, un robot alto circa come un uomo e creato per occuparsi degli aspetti più noiosi e ripetitivi delle guardie di sicurezza.

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Il k5 ha bisogno di poche istruzioni, oltre a un segnale GPS e sensori laser, per conoscere i dintorni, dopodiché è pronto per controllare la zona, grazie a quattro videocamere, microfoni, radar e sensori ambientali che possono individuare fuoco e perdite di gas.

Questa specie di Dalek utilizza la rete cellulare e WiFi per condividere eventuali scoperte e riprodurre la voce di chi lo controlla, e se provate a bloccarlo fa scattare ogni allarme di cui è dotato.

Per il momento solo quattro K5 entreranno in servizio entro la fine dell’anno, con la speranza per Knightscope di cambiare, nel lungo termine, il modo in cui viene gestita la sicurezza negli edifici. I robot di questo genere possono permettere al personale umano di intervenire solo quando la situazione è sicura e tranquilla, e anche se potrebbe saltare qualche posto di lavoro, eviterebbero anche l’inutile rischio di vite umane.