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Le sigarette elettroniche potrebbero fare più male di quelle normali

Lorenzo Fantoni

Secondo un articolo pubblicato oggi sul New England Journal of Medicine le sigarette elettroniche producono sostanze che rilasciano formaldeide quando sottoposte a una carica elettrica. Posto che al formaldeide è una sostanza cancerogena ampiamente comprovata, ed evidente come questo settore abbia bisogno di leggi più restrittive, almeno secondo l’FDA.

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I ricercatori hanno simulato un tiro di sigaretta elettronica aspirando il vapore con una siringa, all’interno di quel fumo sono state trovate particelle di formaldeide mascherata.

Queste sigarette di solito infatti non emettono fumo, l’utente inala un vapore creato dal riscaldamento di un liquido che contiene nicotina. Questi liquidi di solito hanno un sapore migliore in base alle temperature, quindi bisogna aggiustare il voltaggio e il wattaggio per ottenere risultati ottimali. Così facendo però si cambia anche l’ammontare di vapore prodotto.

Gli agenti chimici che rilasciano formaldeide non vengono rilevati a voltaggi bassi (3,3V), ma compaiono quando si superano i 5 V, e sono in numero maggio rispetto ai livelli dei loro corrispettivi presenti nelle sigarette normali. Se questi agenti chimici comportano gli stessi rischi dei loro corrispondenti nelle sigarette normali, il rischio di cancro con le sigarette elettroniche potrebbe essere dalle cinque alle quindici volte più alto rispetto a quelle normali.

Ovviamente i produttori di sigarette elettroniche stanno combattendo questa scoperta, perché si baserebbe su un uso improprio e non reale delle sigarette elettroniche. Il vapore prodotto a quei voltaggi sarebbe infatti sgradevole, e non ci sarebbe presenza di formaldeide se la e-cigarette viene usata in maniera consona.

Nel frattempo, l’FDA nel 2014 ha proposto una regolazione, ma non ha ancora deciso niente per il momento.