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L’Unione Europea vuole tassare le donazioni su Kickstarter ed affini

Cosimo Alfredo Pina

Le piattaforme di crowdfunding stanno avendo un discreto successo soprattutto perché permettono di conciliare le necessità delle realtà emergenti con quelle degli appassionati in cerca del gadget o del progetto più innovativo ed interessante.

Per quanto particolare ed originale il concetto possa essere, la dinamica della compra vendita è del tutto simile a quella dei normali shop online, sopratutto quando dietro una “donazione” si nasconde il pre-acquisto di un bene vero e proprio.

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Non c’è quindi troppo da stupirsi se l’Unione Europea ha puntato i suoi riflettori sui siti di crowdfunding, come Kickstarter o Indiegogo, con l’intento di imporre l’IVA sui famosi “pledge” (donazioni, pre-ordini…), con percentuali che potrebbero raggiungere il 23%.

La vita per le startup potrebbe dunque complicarsi un po’ e non è da escludere che alcuni progetti vedranno sfumato il proprio obiettivo a causa di questa tassazione che, almeno per il momento, resta ancora fase di valutazione in quanto si dovrà definire un collegamento legale tra donazione e ricompensa.

Via: qz.com
  • zooner!

    Se non mangiano ovunque non sono contenti.. tanto i soliti fessi poi pagano

    • a’ndre ‘ci

      fammi capire.. alcune società hanno incassato milioni senza pagare un c…o di tasse… e per te è tutto normale?

      prendiamo l’esempio di quello che ha incassato 70k $ per fare un’insalata di patate. ha pagato 21000$ di tasse… presupponendo che non abbia sostenuto spese (o avrebbe dovuto pagare)…
      e il “nascondersi” dietro a “sono considerati “regali” dagli utenti” non è sostenibile, specialmente quando raggiungi certe cifre

      • wolfder92

        Ma che centra, una volta avviata la società, le vendite successive sono per forza tassate. Perché bisognerebbe pagare una tassa su una donazione a cui poi corrisponde una ricompensa? L’unica cosa per cui esiste il crowdfunding é l’avviamento della società stessa. Sarei d’accordo che tassassero gli stipendi che si prendono quando il progetto parte (ovvero una piccola parte dei soldi iniziali), ma non tutto.

        • a’ndre ‘ci

          quindi… apro una società, faccio un crowdfunding, provo a sviluppare un prodotto, mi intasco il resto (visto che non è dichiarato….)

          al contrario di una procedura “classica”… apro una società, cerco finanziatori, ci pago le tasse (le tasse su quello che non spendo), poi provo a vendere il prodotto e ci pago altre tasse.

          ti pare? cavolo, se passa la tua idea domani faccio un crowdcoso e mi intasco tutti i $$$, pubblico come progetto fallito e vado a vivere in Brasile?

          “Perché bisognerebbe pagare una tassa su una donazione a cui poi corrisponde una ricompensa?”
          donazione a cui una ricompensa.. io lo chiamo vendita o baratto….

          comunque, per rispondere, perchè nelle casse della società quei soldi ci sono entrati.
          sono tassati nella misura in cui non sono spesi…

          • Pertanto vorresti tassare anche la raccolta fondi per il restauro del Portico di San Luca a Bologna?

          • a’ndre ‘ci

            No, guarda i termini in cui è fatta… Probabilmente da una onlus…

          • Comune di Bologna, Comitato “Un portico per San Luca” e GINGER (Gestione Idee Nuove Geniali Emilia Romagna… se non erro è un ente regionale)
            In fondo:
            http://www.unpassopersanluca.it/

          • a’ndre ‘ci

            è registrata come associazione non a scopo di lucro..
            possono accettare donazioni, MA devono spendere tutto (o donare l’avanzo) e documentare le spese.. altrimenti sono tassati…

          • I soldi saranno spesi per il rifacimento del Portico (non sanno ancora se bastano o ne servono altri), magari il rimanente verrà usato per altre opere (spero di visitare il Duomo di San Luca, prima o poi, visto che è aperto ma con le opere di restauro in corso, ergo non si vede nulla di bellissimi dipinti ed affreschi che sono in quel luogo)

      • cthulberg

        Il punto è proprio quello: sono regali degli utenti.

        Molte associazioni (di beneficenza ma non solo) eludono le tasse proprio prendendo i soldi come donazione e dando il gadget solo a donazioni di importo superiore ad X. Insomma, è una pratica consolidata e legale, che sicuramente non ha inventato Kickstarter.

        Il sito tra le altre cose paga le tasse su quello che guadagna, e chi riceve le donazioni in teoria dovrebbe investirli per generare un qualcosa (il tipo di cui parlavi tu intende aprire un ristorante a tema) di tassabile.

        • MeneS

          Non sono regali ne donazioni se si danno soldi aspettandoci poi di ricevere un bene.
          E’ una compravendita e quindi deve essere tassabile.
          Mi sembra però che le associazioni abbiano un regime fiscale a parte

        • a’ndre ‘ci

          legge italiana (e è una delle più semplici.. negli USA è molto peggio):

          tra privati (il caso più semplice)
          La donazione è un vero e proprio contratto, ci sono tasse in base a quanto stai donando

          per le aziende

          – se sono onlus: un casino nei cacoli delle tasse, detraibili per il donatore, per l’azienda invece ci sono varie imposte a seconda di come viene speso il capitale.

          Dare un gadget in cambio è previsto.. se come prestazione pubblica, occasionale, SOLO in concomitanza di celebrazione o campagne di sensibilizzazione… e il totale dei fondi raccolti deve essere sempre inferiore a circa 50.000€ “per evento”.

          e le spese per l’acquisto dei gadget devono essere fatturate a se stessi (o i gadget devono essere donati alla onlus)…

          – se non sono onlus: NON è prevista donazione.

          leggiti questo:

          http : // flaviomenzani . com/2011/11/10/il-crowdfunding-in-italia-siti-normativa-e-fiscalita/

          e soprattutto:

          http : // www . giorgiotave . it/forum/fisco-per-le-professioni-web/93516-donazioni-di-valore-minimo-imposto-x-open-source-vendita-p-iva.html

  • Stefano Icecuber

    Mettono una palla al piede a chi vuole fare qlc di innovativo (e si spera generare anceh occupazione) mentre i soliti noti trovano mille scappatoie per non pagare tasse??
    per la serie forti coi deboli e deboli coi forti!!!

  • RiccardoC

    discorso complesso: da una parte è vero che così si rischia di affossare molta innovazione, però è anche vero che la maggior parte effettivamente vendono un prodotto, per quale motivo non dovrebbero essere tassati?
    Se no si rischia che nel crowdfunding finiscano dei progetti non particolarmente innovativi che hanno successo solo perché possono fare un prezzo migliore (non avendo appunto il fardello dell’IVA)

  • Eh si… L’Europa ha preso solo una cosa dallo stile italiano… Il tassare tutto dappertutto.

  • MeneS

    Mi sembrava strano il contrario effettivamante, specialmente nel caso in cui a una “donazione” corrisponde il diritto di ricevere un bene. A casa mia si chiama compravendita

    • Stefano Icecuber

      Mi sorge il dubbio che vogliano applicare l’iva 2 volte o l’iva sull’iva….

      • ferragno

        in italia gia si fa…uauauauaua

        • Stefano Icecuber

          Fra le tante cose di pregio che possiamo esportare…. Questa?!!?!

  • edivad98

    Effettivamente sarebbe giusto,Anche se si rischia di affondare molte campagne innovative…magari fare una “via di mezzo” (Iva sotto al 20%,o solo per somme superiori a X)

  • Non penso sia questa la causa della crisi economica ( [/flame] ). So quanti soldi vengono generati dalle campagne di crowdfunding su Kickstarter e simili, e so quanti soldi si potrebbero “generare” tassando le donazioni che prevedono una ricompensa al donatore. Tuttavia (o almeno io la vedo così) queste ricompense invogliano (ovviamente) l’utente a contribuire alla campagna. E questo è solo un bene. Alla fine sono sempre “invenzioni”, anche se molte sono banali sono comunque cose nuove che hanno bisogno di essere finanziate e che possono portare diversi vantaggi per diverse persone (non per tutti magari, ma per qualcuno si). In un certo le campagne di crowdfunding potrebbero essere considerate una tipologia di “ricerca” (utopizzando un po’ il tutto, però sotto un certo aspetto…). Se l’invenzione viene finanziata dopo l’azienda che ci sta dietro crea un prodotto finito da “buttare” nel mercato e, come tutte le altre cose in vendita, che verrà tassato. Non dico che senza questa “ricompensa” siti come Kickstarter resterebbero vuoti, però sicuramente sono quel qualcosa che può convincere un utente a donare quei poci soldi che permetteranno di creare il prodotto finito. Sotto un certo aspetto ho forse esagerato (come ho scritto prima molte campagne sono banali), però anche tassare queste piccole cose è esagerato (dal mio punto di vista, sono disposto a discutere sull’argomento). Poi ovviamente le tasse non piacciono a nessuno, quindi la mia visione può anche essere scontata per certi aspetti.

  • Pino

    Fessacchiotti miei, non posso non rispondere… state dicendo che è “buono” tassare delle nuove idee innovative? Di gente comune che “ci prova” nel creare qualcosa di nuovo, che magari ha dei sogni come i tuoi, cioè di mettersi in proprio e non ha un becco di un quattrino per finanziare la sua idea… La tassazione comprometterebbe molti piccoli “geni” e non sono d’accordo di far pagare una tassa del 22% … al limite una mini tassa del 4%…
    E poi, domanda: visto che parlate di giustizia e che “fanno bene” se mettono una tassa.. allora ti domandao: è giusto che la tassa deve essere applicata SOLO sui prodotti della comunità Europea? E che siamo noi i più fessi?! Allora sai che vi dico… me ne vado in Giamaica ad avviare una campagna di crowdfunding, poi mi apro l’impresa in China e vendo i prodotti in America… voi pagate le tasse che è meglio!

  • pillybilly

    C’è qualche novità riguardo il crowdfunding in Italia?