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Maker Faire 2016 a Roma: il nostro racconto (foto e video)

Vezio Ceniccola Anche quest'anno si è svolta l'annuale edizione italiana della Maker Faire, e stavolta c'eravamo anche noi di SmartWorld.

La Maker Faire è un evento mondiale dedicato non solo all’informatica e all’elettronica, ma anche a tutto il mondo dei creativi in genere che sanno combinare insieme ingegno e tecnologia. L’edizione 2016, la quarta organizzata in Italia, è stata ospitata dai padiglioni della Fiera di Roma tra il 14 e il 16 ottobre ed ha visto una partecipazione davvero molto calorosa: sono stati più di 110 mila i visitatori, che hanno potuto ammirare le oltre 700 invenzioni presentate dai makers provenienti da più di 65 paesi diversi.

Tra gli stand della fiera, oltre ad appassionati e giornalisti, si sono viste anche tante famiglie: i moltissimi bambini presenti hanno avuto modo di divertirsi e sperimentare nuove tecnologie negli spazi a loro dedicati, pieni di giochi, demo educative e anche molti visori per la realtà virtuale.

Moltissime le invenzioni e gli oggetti da vedere nei 6 padiglioni, divisi per aree tematiche. A farla da padrone sono stati principalmente i droni, di tutte le forme e le dimensioni, i robot e le tante, tantissime, forse anche troppe stampanti 3D, senza parlare poi dei mille accessori da esse prodotti: gioielli, statuette, protesi, case, vasi, lampade e mille altri ancora.

Grande varietà anche tra gli espositori, tra i quali erano presenti non solo privati, scuole e università, ma anche gli stand ufficiali di grandi aziende tecnologiche come Google ed Intel.

Sarebbe impossibile darvi conto di tutte le cose che abbiamo visto e provato, perciò abbiamo deciso di scegliere le più interessanti e curiose tra le tante proposte. Qui di seguito trovate dunque il meglio della Maker Faire romana, e ce n’è davvero per tutti i gusti.

Troopy, Poommarobot, Alfred: robottoni e robottini

Come detto, i robot presenti in fiera erano davvero tanti, ma quello che ci ha colpito particolarmente è stato Troopy, un umanoide con un design davvero futuristico, capace di muovere arti superiori e viso e d’interagire con la voce. Il robot è stato proggettato e costruito dal giovanissimo Dimitris Chatzis, studente delle superiori, e la maggior parte delle sue componenti sono state realizzate con una stampante 3D.

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C’è poi il piccolo e simpaticissimo Poommarobot, sorta di pentola con ruote e alloggio per smartphone, con un sistema smart basato su Arduino capace di dotarlo di espressioni facciali e vocali. Espressioni che si possono vedere anche in Alfred, robot improntato alla socialità, che tramite le sue ruote si muoveva agevolmente tra la folla, interagendo con coloro che gli si ponevano davanti.

BioPile, Vertical Farm: quando la natura incontra la tecnologia

IMG_20161016_120649Il padiglione 6 della fiera era completamente dedicato al mondo della natura, in tutte le sue forme. Tra i tanti sistemi di micro-coltivazione presenti vogliamo segnalare BioPile, un orto verticale modulare, componibile su più piani. Visto da fuori sembra un piccolo grattacielo per vegetali, ma al suo interno nasconde meccanismi all’avanguardia per illuminare, ventilare ed irrigare più di 30 differenti specie di piante.

 

Vertical Farm è invece un sistema integrato capace non solo di coltivare dei vegetali, ma anche di allevare pesci e produrre energia, tutto a ciclo chiuso autoalimentato. Anche questo progetto è modulare e si può implementare in varie forme, ma necessita di spazi più grandi rispetto a quelli di un box per la micro-coltivazione.

GET, Shecall: wearable davvero smart

Parlando di wearable e tecnologie indossabili, non possiamo non citare l’ambizioso GET, un braccialetto senza schermo e con un design davvero ridotto all’osso, ma dotato di tutte le funzioni presenti nei vari smartwatch in commercio: rilevamento del battito cardiaco e del sonno, possibilità di fare e ricevere chiamate sfruttando il proprio dito come un auricolare – grazie ad un meccanismo di conduzione ossea del suono e del microfono sul bracciale – avviso per le notifiche ed interazione con app e giochi installati sullo smartphone collegato.

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Altro indossabile interessante è Shecall, dispositivo votato alla sicurezza delle donne. Una volta connesso al cellulare, l’elegante bracciale monitora il battito cardiaco e, quando le pulsazioni accelerano improvvisamente – indicando uno stato di pericolo o di paura della persona che lo indossa –, manda un segnale d’allarme automatico ai numeri indicati e fa squillare lo smartphone per richiamare l’attenzione di chi sta intorno.

UP Board, UDOO: mini PC ma tanta potenza

Tra i tantissimi mini PC, schede di sviluppo e piattaforme hardware di vario tipo visti tra gli stand – tra cui mille derivazioni di Arduino in tutte le salse –, vogliamo citare due progetti che spiccano per potenza e fruibilità. Il primo si chiama Up Board, ed è una scheda elettronica molto simile all’arcinota Raspberry Pi, ma con una potenza di calcolo molto superiore sebbene abbia le stesse dimensioni. Up Board monta un processore Intel Atom X5-Z8350, è disponibile in varie configurazioni di memoria interna e RAM (fino a 4 GB), e presenta una grande varietà di porte, tra cui l’ingresso a 40 pin tipico proprio della Raspberry, cosa che gli permette di sfruttare gli stessi moduli già in commercio.

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Il secondo progetto di cui parliamo in questa sezione è UDOO, altra single-board compatibile con Arduino e disponibile in più varianti. La versione più potente presenta un Intel Pentium N3710, con ben 8 GB di RAM e 32 GB di memoria interna, che bastano e avanzano per usi anche di tipo professionale. Inoltre, sulla stessa scheda è presente anche un microcontroller Intel Quark SE, da utilizzare per le periferiche che non hanno bisogno della potenza bruta, quindi perfetto per l’IoT.

ONO: stampa 3D portatile tramite smartphone

Anche se avevamo promesso di non parlare di stampa 3D, dobbiamo fare una piccola eccezione per ONO, un piccolo box in plastica in grado di ottenere oggetti stampati in 3D tramite la luce dello smartphone (sì, avete letto bene). Basta avviare l’app, inserire il cellulare sul fondo della scatola col display rivolto verso l’alto, aggiungere la resina da stampare e chiudere il tutto col coperchio. Pian piano, la luminosità dello schermo farà cristallizzare la resina in vari livelli sovrapposti, che creeranno la forma finale dell’oggetto. Sembra un meccasnismo complicato, ma è più semplice da vedere che da spiegare, e potrebbe rendere la stampa 3D molto più facile e portatile.

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MagicMirror, J-Project: per la casa smart sempre connessa

Se volete rimanere sempre connessi e poter controllare tutto anche quando siete in bagno o mentre state cucinando, qui abbiamo due prodotti che potrebbero interessarvi. Per prima cosa parliamo di MagicMirror dell’azienda Fiedl Effect Labs, uno specchio smart da mettere in bagno, che vi permette di leggere sullo schermo i dati relativi a meteo, calendario, social network, news e molto altro. Il sistema di controllo non è touchscreen, ma sfrutta i sensori di prossimità posti ai 4 angoli: basta che la mano passi davanti al sensore per attivare la funzione desiderata. Questo permette di evitare che lo spechio si sporchi con le ditate e debba essere continuamente pulito, lasciando lo schermo sempre leggibile.

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Altro dispositivo, altro schermo, ma stavolta ci spostiamo dal bagno alla cucina per parlare di J-Project. L’azienda Faber ha infatti presentato questa cappa dotata di pannello touchscreen capace non solo di visualizzare news, feed, ricette e tanto altro, ma anche di monitorare l’inquinamento domestico e regolare l’umidità della casa, tramite il suo centro di controllo compatibile con Arduino. Tra l’altro, il modello presentato in fiera aveva un design decisamente molto elegante, cosa che non scontenterà gli amanti dello stile.

Equilibrium, Bautiful Box: dispositivi per bambini e animali

Se siete genitori o avete fratelli e sorelle ancora piccoli, sapete già quanto sia importante avere un passeggino confortevole. Evidentemente lo sanno bene anche i responsabili del progetto Equilibrium, un sistema di automazione da integrare nel telaio del passeggino, in grado di bilanciare l’alloggio dove si trova il bambino secondo l’inclinazione del terreno, annullando vibrazioni e pendenze fastidiose. Equilibrium permette anche alcune modalità automatiche, come il dondolo, che permette di cullare il neonato senza bisogno dell’intevento del genitore.

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Bautiful Box è invece pensato per i vosti animali, nella fattispecie cani, ed è un piccolo distributore automatico di crocchette o altro cibo, che integra anche un sistema di pulsanti e giochi smart volti ad educare e divertire il vostro compagno a quattro zampe. L’azienda assicura che il suo box è usabile da tutti i cani, anche quelli più pigri, e si adatta di volta in volta al loro livello di bravura.

Watly: tecnologia al servizio dei più bisognosi

Parlando di dimensioni, il progetto più maestoso presente in fiera era sicuramente Watly, un sistema di purificazione dell’acqua in grado anche di produrre energia elettrica e permettere la connessione ad internet, grande quanto due pullman messi in fila. Il progetto è pensato soprattutto per le zone più povere del mondo, per dare la possibilità alle popolazioni del terzo mondo di avere un accesso più semplice alle fonti di acqua pulita ed energia gratuita. Non solo alta tecnologia, quindi, ma anche uno scopo davvero nobile.

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Queste dunque le cose più belle che abbiamo trovato, ma se volete scoprire altri progetti o prodotti presenti in fiera, vi invitiamo a guardare le foto che trovate nella gallery a fine articolo e il video proposto di seguito.