4K ed HDR? Secondo questa analisi non bastano, il mercato TV sarà in mano ai box

Cosimo Alfredo Pina

Il gruppo Digital Media di Frost & Sullivan, realtà specializzata in analisi di mercato, ci fa dare uno sguardo nel futuro prossimo del mercato smart TV e dell’intrattenimento in salotto. Secondo i dati dell’azienda il futuro di questo settore è perlopiù in mano ai box TV.

Nel 2016 il mercato delle smart TV ha raggiunto quota 190 milioni di unità, cifra notevole ma che offrirà poco spazio di crescita, il 5,1% al 2021 per la precisione. L’utenza, stando a Frost & Sullivan, punterà maggiormente ai box TV e alle soluzioni come Chromecast, che offrono maggiore flessibilità e permettono di restare più facilmente al passo con i tempi senza dover passare necessariamente ad un nuovo televisore.

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A tal proposito ci si aspetta che a dominare questo settore, nei prossimi quattro anni, sarà Google con il 33,1% (l’analisi non specifica ma presumiamo con Android TV e Chromecast), seguita da Apple al 31,7%, con la sua TV, e Roku che nonostante l’aspra concorrenza dei box low cost si ritaglierà il suo 15,2%.

In effetti sul lato qualità d’immagine si fa fatica ad introdurre novità all’atto pratico appetibili all’utenza finale, che sempre più preferisce portare sul grande schermo di casa un’esperienza più familiare, quella degli smartphone o almeno qualcosa di simile. Questo fatto si rifletterà ovviamente anche sul mercato ed in effetti le stime di Frost & Sullivan potrebbero non essere così improbabili.


Google, con una quota del 33,1%, sarà al primo posto nel mercato globale, seguita da Apple e Roku, secondo il gruppo Digital Media di Frost & Sullivan

MILANO – 7 marzo 2017 – La crescente preferenza per i contenuti over-the-top (OTT) sta catalizzando la domanda di dispositivi per lo streaming multimediale e televisori intelligenti. Il mercato, che ha rallentato durante l’anno fiscale 2014-15, è ora pronto a soddisfare le aspettative dei consumatori offrendo una perfetta accessibilità ai contenuti on-demand attraverso una nuova generazione di dispositivi di streaming a prezzi competitivi. I principali contendenti di mercato stanno adottando collaborazioni strategiche per aumentare la propria rilevanza. Per esempio, i produttori di Smart TV come Samsung, TCL, LG, Sony e Panasonic stanno sviluppando applicazioni in collaborazione con le aziende produttrici di dispositivi di streaming multimediale, come Roku, Apple e Amazon.

“Gli standard HEVC (High Efficiency Video Coding), 4K (4000 pixel) e HDR (High Dynamic Range) daranno slancio alle vendite e accorceranno i cicli di aggiornamento, ma la concorrenza continuerà ad intensificarsi”, afferma Avni Rambhia, analista del gruppo Digital Media. “La loro agilità e semplicità di sostituzione continuano a dare ai dispositivi di streaming un netto vantaggio competitivo rispetto ai televisori intelligenti.”

Lo studio “Global Smart TV and Streaming Media Devices Markets, Forecast to 2021”, parte del programma Digital Media Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, rileva che il mercato dei televisori intelligenti, che ha raggiunto 190 milioni di dispositivi nel 2016, crescerà ad un tasso di crescita annuale composto del 5,1% tra il 2016 e il 2021, anche se il prezzo per unità continuerà a diminuire. Google, con una quota del 33,1%, sarà al primo posto nel mercato dei dispositivi di streaming multimediale, seguita da Apple con il 31,7% e Roku con il 15,2%.

Se da una parte il mercato di dispositivi di streaming multimediale e Smart TV soddisfa le aspettative dei consumatori in termini di semplicità di visione e usabilità, non è ancora stato in grado di offrire una funzione di ricerca unificata e intuitiva. Inoltre, sono necessari frequenti aggiornamenti per rendere l’interfaccia utente dei dispositivi rivolti ai consumatori perfettamente fruibile. Come risultato, i consumatori trovano difficile sfruttare appieno le potenzialità dei dispositivi, il che, a sua volta, può smorzare l’interesse per questi servizi.

“La schermata principale continuerà ad avere un ruolo dominante nella fruizione dei contenuti, ma i contenuti saranno sempre più scoperti e riprodotti tramite dispositivi diversi dal decoder o set-top box, osserva V Aravindh, analista del gruppo Digital Media. “La chiave per capitalizzare questa richiesta è perfezionare l’esperienza degli utenti e l’inventario dei contenuti sui dispositivi connessi, per eguagliare la qualità e la coerenza di un’esperienza completamente gestita.”