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Microsoft vuole migliorare le capacità relazionali degli assistenti virtuali (video)

Lorenzo Fantoni

Gli umani, o almeno, certi umani, sono abbastanza bravi nel capire come le persone, in particolare i gruppi di persone, si comporteranno, lo stesso non si può dire delle IA, che spesso faticano a gestire perfino una conversazione uno a uno. Ma tutto ciò potrebbe cambiare, grazie a Microsoft.

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Se il progetto Situated Interaction si rivelerà interessante infatti, potremmo avere dei robot dotati di sensori che non solo riconoscono più persone, ma anche i loro ruoli e obiettivi. Ad esempio, un robot posizionato nella hall di un hotel potrebbe chiamare l’ascensore se vede che qualcuno ha intenzione di usarlo, o rispondere alle domande di più persone nella maniera corretta.

Alcuni robot potrebbero inoltre sfruttare le esperienze passate, aumentando le possibilità degli attuali assistenti virtuali, come Siri, riconoscendovi e anticipando ciò che vi serve.  Oppure un robot sa che state arrivando perché avete chiesto direzioni a una macchina a lui collegata, e così via.

Certo, difficilmente vedremo applicate queste tecniche nel breve termine, ma inevitabilmente prima o poi avremo un mondo in cui parleremo più spesso a una macchina che a un umano. Allettante eh?