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La missione di Rosetta potrebbe concludersi con una spettacolare esplosione

Leonardo Banchi

La sonda Rosetta, partita nel 2004 per studiare la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, ha appena ricevuto dalla ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, una strana combinazione di buone e cattive notizie: il termine della sua missione è infatti stato spostato dal prossimo Dicembre a Settembre 2016, ma la modalità con cui gli ingegneri pensano di porre fine al suo lavoro è adesso piuttosto drastica. Per la sonda si sta infatti ipotizzando uno schianto sulla superficie della cometa.

Per quanto ad una prima occhiata l’ipotesi appaia strana ed insensata, l’idea non è così campata in aria: poiché la cometa sta progressivamente allontanandosi dal sole, utilizzato fino ad adesso per alimentare la sonda, Rosetta sarebbe infatti stata destinata ad orbitare attorno ad essa inutilmente per il resto della sua vita. Utilizzando le ultime scorte di carburante disponibili per provocarne lo schianto sulla cometa, invece, gli scienziati potrebbero utilizzare un’ultima volta le fotocamere e gli strumenti a bordo per raccogliere immagini e studi incredibilmente dettagliati.

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La storia di Rosetta, iniziata con un viaggio di ben 10 anni per raggiungere le prossimità della cometa 67P, non è mai stata costellata di grandi fortune: durante l’atterraggio del lander Philae sulla superficie, avvenuto lo scorso Novembre, si sono infatti verificati malfunzionamenti agli arpioni necessari per l’aggancio del terreno. Questo avvenimento ha provocato l’arrivo del lander in un crepaccio scuro, decisamente poco consono all’alimentazione ad energia solare del dispositivo.

Nonostante le condizioni sfavorevoli, Philae è riuscito a raccogliere ed inviare comunque una grande quantità di dati, prima di spegnersi per mancanza di energia. Tuttavia, proprio nello scorso mese esso è riuscito a rimettersi in contatto con il team di scienziati, inviando una nuova mole di pacchetti e trasmettendo informazioni su una quantità ancora maggiore contenuta all’interno della propria memoria.

Proprio questo, probabilmente, ha spinto l’agenzia spaziale a prolungare la missione di Rosetta, fornendo così alla sonda ulteriori possibilità di raccolta di informazioni prima della sua gloriosa e spettacolare fine.

Via: TheVerge