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Primo incidente fatale per una Tesla in modalità Autopilot

Cosimo Alfredo Pina

È arrivata ieri la notizia che lo scorso maggio, in Florida (USA), si è verificato il primo incidente mortale che ha visto coinvolta una Tesla Model S in modalità Autopilot, la tecnologia proprietaria della casa automobilistica americana per la guida assistita.

Stando al rapporto della polizia locale e da quanto emerso dalle dichiarazioni ufficiali di Tesla, l’incidente è avvenuto su una divided highway (l’equivalente di una superstrada o di un’autostrada a doppia carreggiata); la Model S condotta da Joshua Brown, 40enne dell’Ohio, stava normalmente procedendo quando un camion con rimorchio ha invaso la sua corsia dalla carreggiata opposta tagliando la strada in maniera perpendicolare al senso di marcia.

Né Brown né il sistema di guida assistita Autopilot, che avrebbe “scambiato il rimorchio per un cartello stradale” (quelli grandi rettangolari che indicano le diramazioni), sono stati in grado di intervenire frenando in tempo, Tesla specifica anche per il fatto che le condizioni di forte illuminazione del cielo avrebbero reso difficile distinguere l’ostacolo. Per questa serie di eventi la Model S è finita sotto il rimorchio, entrando in collisione, fatale per il conducente, con la parte inferiore del mezzo.

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Sappiamo già che Brown aveva familiarità con la funzione Autopilot, visto che qualche mese fa aveva pubblicato un video ripreso da una dashcam (lo trovate a fondo articolo) dove mostrava come la sua Model S fosse riuscita ad evitare un camion che stava invadendo la sua corsia. Adesso la delicata questione è al vaglio dell’autorità della National Highway Traffic Safety Administration che dovrà valutare se il sistema di Tesla abbia agito nel modo previsto o se ci siano i presupposti per un’azione di richiamo.

In effetti quando si parla di sistemi di guida autonoma pensiamo a tecnologie in grado proprio di gestire situazioni improvvise come questa, ma Tesla specifica ai suoi clienti che Autopilot è un sistema di guida assistita, tra l’altro in fase beta, e che quindi dovrebbero sempre avere le mani sul volante ed essere pronti ad intervenire. La legge non ha ancora regole precise a tal riguardo.

Per capire se ci sia stata effettivamente una colpa dovremo aspettare il responso dell’indagine, ma la domanda che sorge spontanea è: siamo davvero pronti ad affidarci ad una tecnologia che ci fa sentire così al sicuro e potenzialmente abbassare il livello di attenzione? Secondo Tesla sì e almeno per ora i numeri sono dalla sua parte visto che la media degli incidenti mortali è di uno ogni 151 milioni di chilometri, mentre le Tesla in modalità Autopilot ne avrebbero percorsi 209 milioni.

Via: Il Disinformatico