kickstarter progetto condannato

Un progetto fallito su Kickstarter viene condannato al rimborso degli utenti

Leonardo Banchi

“Kickstarter non è un negozio”, e i finanziatori che decidono di destinare i propri soldi ad un progetto, in cambio magari della ricezione di un prodotto una volta avviata la fase di produzione, devono ricordare sempre che nell’operazione è presente una certa quantità di rischio, legata al fatto che il prodotto finale possa vedere la luce in ritardo, o magari non essere mai portato a compimento.

Lo stato di Washington ha però segnato un nuovo, importante punto su questo argomento: per la prima volta, infatti, i gestori di una campagna su Kickstarter sono stati condannati alla restituzione dei soldi, e al pagamento delle spese processuali, per aver fallito nella realizzazione di un progetto finanziato con successo attraverso la piattaforma di crowdfunding.

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Il progetto in questione è il mazzo di carte Asylum, decorato da un artista serbo e destinato ad essere una stampa esclusiva, realizzata soltanto per la campagna Kickstarter e consegnata ai finanziatori nel Dicembre 2012. Il mazzo di carte, presentato con l’obiettivo di raggiungere i 15.000$ necessari alla sua realizzazione, era in realtà riuscito a raccogliere ben 25.146$ alla data del 31 Ottobre 2012.

Nonostante questo, la data prevista per la spedizione è trascorsa senza che i finanziatori ricevessero quanto loro promesso, ed il tribunale di Washington ha preso in mano la questione: adesso, al termine delle controversie legali, i creatori della campagna sono quindi stati condannati a restituire i soldi investiti da ognuno dei 31 finanziatori residenti nello stato di Washington, per un totale di 668$. La condanna non si ferma però qui: essi dovranno infatti pagare anche 31.000$ di spese processuali (1.000 per ogni acquirente), per aver violato l’Atto di Protezione dei Consumatori in vigore nello stato, e 23.183$ per coprire le spese processuali dello stato.

La pesante pena inflitta, quindi, rischia adesso di spingere anche i finanziatori residenti in stati differenti a rivolgersi ai tribunali per far valere le proprie ragioni, e di mettere un pesante interrogativo in più su chiunque avesse intenzione di approfittare del crowdfunding per finanziare un proprio progetto. In attesa di sapere se questa pratica diventerà una abitudine comune, però, continua ad essere meglio interrogarsi a fondo prima di affidare i propri soldi ad un progetto non ancora esistente: in fondo, nonostante il suo aspetto pulito ed invitante, Kickstarter non è mai stato un negozio.

Via: Polygon
  • simone

    Mi pare una decisione saggia quella presa dal tribunale, ed anche Kickstarter stessa dovrebbe compiacersene, certi meccanismi funzionano solo sulla fiducia, se viene a mancare questa, Kickstarter è destinato a fallire.

  • riky1979

    Sarebbe da leggere le motivazioni della sentenza e cosa hanno da dire gli imputati.
    Diciamo che in questo caso non è comprensibile il motivo del fallimento e della mancata spedizione dei prodotti; sarebbe da capire se sono stati realizzate le carte e se sono state spedite.
    Inoltre su che base ha agito la corte di Washington? Non vedo motivo per cui il foro di competenza sia quello, piuttosto poteva essere quello degli imputati o quello della sede legale di Kickstarter a meno che sia registrato a Washington.
    Questa mi pareva una truffa vera e propria, ma può succedere che il progetto fallisca per altri motivi anche se ha ricevuto i fondi! Si tratta comunque di startup non di colossi, un azione legale di un troll di brevetti può mandare a monte il progetto dato che sono anni di cause legali. Comunque chi aderisce deve conoscere queste possibilità e i rischi connessi ai progetti presentati, se vogliono fare acquisti sicuri devono andare su eshop e non su sistemi di finanziamento.

    • mah, guarda, la situazione secondo me è molto più semplice… probabilmente in questo caso la truffa era evidente, anche perché 15000 dollari per far stampare un mazzo di carte, suvvia… una volta pagato l’artista serbo, non mi sembra che ci siano chissà quali impedimenti tecnici. Siamo d’accordo che i backer sanno bene che i progetti possono non essere portati a compimento, però valutano in base alla complessità del progetto, e se tu non riesci a portare a termine un progetto che consiste nello stampare un mazzo di carte, beh, bene hanno fatto i guidici a condannarlo perché probabilmente era evidentissimo che era una truffa. Ed è una cosa sana per il crowfunding in generale: togliamo subito le mele marce, perché il crownfunding è una cosa fantastica e i truffatori potrebbero rovinare tutto, perciò colpiamoli duramente in modo da preservare la parte sana della community.
      Un’annotazione a margine: se fossimo stati in Italia, credete che avremmo avuto una pena così esemplare nei confronti dei truffatori?

      • Psyco98

        Più che altro la prima causa è stata giusta, lo sarà anche la seconda
        e probabilmente la terza. Ma tra quanto si arriverà a fare causa ad un progetto la cui realizzazione è fallita per validi motivi?

        • sirtao

          Considerando che gli americani hanno la causa facile, molto in fretta.
          Però date le condizioni d’uso di Kickstarter, direi che solo casi in cui la truffa è lampante verranno vinti.

        • Dato che negli stati uniti se perdi ti partono 30000 dollari di spese legali, credo che il problema non si ponga… La farà chi è sicuro che ci sia una truffa dietro…

          • Psyco98

            Stica! Beh, allora ok

  • Okazuma

    Scusate ma questo non è un progetto fallito ma solo una truffa.
    I soldi l hanno avuti ma non hanno spedito nulla.

    • And91

      Esatto un conto è, chessò, mesi di ritardo, può sempre succedere. Tutt’altra cosa è fuggire con i soldi.

    • Guest

      Anche a me sembrava una truffa, però su Kickstarter c’è gente a cui è stato spedito. Boh?

  • kessa92

    Un conto è se il progetto nn arriva a compimento xk i soldi non arrivano alla soglia minima..un conto è come qua che i soldi sono stati quasi doppi della richiesta x cui hanno fatto bene a fare causa e hanno giustamente vinto

  • usagisan

    Bisogna distinguere tra progetto finanziato ma fallito per “X” motivi e progetti finanziati ma fallito per volontà.
    Nel primo caso non penso sia giusto dare rimborsi, in quanto chi investe sa sempre che rischia.
    Nel secondo, be, si chiama truffa e allora…