realtà virtuale per addestrare medici

Realtà virtuale per preparare i medici a situazioni estreme

Cosimo Alfredo Pina

Nel 2011 l’azienda americana Intelligent Decisions sviluppò un sistema di addestramento virtuale per l’esercito statunitense. La simulazione prevedeva l’uso di un display montato sul visore dell’elmetto, collegato ad un computer portatile trasportato dentro lo zaino del soldato. Con un approccio simile ad un videogioco i militari venivano posti in un ambiente bellico virtuale.

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Adesso l’obiettivo è di portare questa tecnologia nell’ambito medico per preparare il personale all’emergenze o addirittura per aiutare nella cura del disturbo post-traumatico da stress (DPTS). Questo sistema, denominato “Medical Simulation”, sarà in grado di ricreare realisticamente situazioni estreme come quelle che si verificano in seguito a un attentato o un uragano.

Gli addestramenti saranno progettati per essere svolti in delle stanze vuote che, una volta indossato il visore, si trasformino in un ambiente virtuale in cui le persone reali sono rappresentate da avatar. Per rendere la simulazione ancora più realistica, condizioni atmosferiche, come pioggia e vento, potranno essere riprodotte nella stanza per un coinvolgimento sensoriale totale. A completare lo scenario sarà possibile introdurre manichini e attori che simulino persone ferite.

Grazie all’utilizzo di biosensori il sistema sarà in grado di monitorare parametri come pressione sanguigna, frequenza cardiaca e direzione dello sguardo. Questi dati potranno essere utilizzati per monitorare i progressi del personale durante l’addestramento ed aiutare a capire come focalizzare velocemente l’attenzione sui casi più gravi.

Per quanto riguarda il trattamento del DPTS, è già noto come l’esporre il paziente, con un approccio narrativo, all’avvenimento che ha causato la patologia aiuti molto nell’attenuare i sintomi. Ricreare virtualmente e con criterio le situazioni che hanno portato il paziente alla malattia potrebbe essere un grande aiuto per facilitare la guarigione.

Eric Rohde, il responsabile di “Medical Simulation”, dichiara che al momento il progetto non è ancora pronto per l’uso ma  pensa che potrà esserlo nel giro di due anni, se riceverà adeguati finanziamenti, permettendo così di avere un potente mezzo a prezzi accessibili, almeno per istituzioni e cliniche.

 

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