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I robot di Google hanno imparato da soli a raccogliere gli oggetti

Leonardo Banchi

Se pensavate che essere riusciti a battere per due volte il campione del mondo di Go fosse per un automa uno dei massimi risultati possibili, sappiate che siete sulla cattiva strada: dopo moltissimi tentativi falliti, le intelligenze artificiali di Google hanno infatti imparato a… raccogliere gli oggetti!

D’accordo, l’operazione in sé non sembra poi un risultato così straordinario per un sistema che sta mettendo in seria difficoltà uno degli uomini più intelligenti del pianeta, ma ciò che più sorprende è che i robot siano stati in grado, attraverso l’utilizzo delle reti neurali, di imparare in modo autonomo a svolgerla, migliorando attraverso i propri errori.

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I bracci automatici di Google hanno infatti sfruttato un sistema di apprendimento per tentativi che ha portato, dopo circa 800.000 prove, ad un livello di precisione decisamente avanzato, come evidenzia un report del gruppo di ricerca:

Uno degli aspetti più interessanti dell’esperimento è la capacita dell’algoritmo di scoprire modi non convenzionali o ovvi per afferrare gli oggetti. Abbiamo osservato, ad esempio, che il sistema tende ad adottare particolari approcci per stringere oggetti soffici, differenti da quelli utilizzati per gli oggetti duri. Per gli oggeti duri, le dita devono essere posizionate su entrambi i lati dell’oggetto per una presa sicura. Differentemente, gli oggetti soffici possono essere presi semplicemente con un “pizzicotto” nell’oggetto, che può essere fatto più semplicemente posizionando un dito nel mezzo, e l’altro su di un lato. Abbiamo osservato questa strategia per oggetti come fazzoletti di carta o spugne.

Nel video che trovate a seguire potete trovare degli evidenti esempi di questo comportamento, ma ricordatevi di guardarlo solo se non vi sentite particolarmente spaventati dall’idea dell’insurrezione degli automi.

Via: 9to5google