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I robot pagheranno la vostra pensione? All’UE si parla di “persone elettroniche”

Cosimo Alfredo Pina Tra le file dei burocrati dell'Unione Europea si inizia a parlare di diritti e doveri dei robot, che potrebbero essere definiti "persone elettroniche". La mozione è già in bozza e le critiche non mancano.

I robot e l’automatizzazione delle catene di montaggio possono essere considerati la rivoluzione industriale 2.0 e più volte si è parlato di come nelle prossime decadi saranno moltissimi i lavori che potranno essere svolti da automi. Proprio per questo circa un mese fa, come ha riportato Reuters, è stata presentata dall’Unione Europea una bozza per affrontare questo aspetto che sempre più inciderà sulla società. Nel documento si fa riferimento a tutti gli aspetti legati all’impiego di robot da parte dell’azienda, dalla tassazione alle responsabilità.

Si parlerebbe già di uno status di “persona elettronica”, un’entità burocraticamente paragonabile ad un umano i cui profitti devono essere tassati. L’idea di fondo potrebbe essere quella di usare il lavoro dei robot anche per contribuire al welfare (pensioni, sanità, educazione…). Il tutto graverebbe sui “datori di lavoro”, le aziende che impiegano sistemi automatizzati di un certo livello: “almeno i più sofisticati tra gli autonomi potrebbero aver assegnato lo stato di persona elettronica, con diritti e obblighi specifici”, con tanto di registro.

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Ovviamente si tratta di una bozza ancora molto primordiale, eppure le critiche non stanno mancando. Le tedesche Kuka e VDMA (il gruppo che include anche Siemens) si sono dichiarate molto scettiche, indicando come una proposta del genere anticipi troppo i tempi e potrebbe potenzialmente penalizzare l’innovazione e il mercato della robotica.

Patrick Schwarzkopf, dirigente di VDMA, ha infatti spiegato come lo scenario indicato nella bozza potrebbe essere interessante da considerare tra 50 anni, ma non nella prossima decade, indicando come in Germania lo sviluppo dei sistemi di automazione non abbia interferito negativamente sul mercato del lavoro. È bene precisare che, anche secondo gli analisti, difficilmente una mozione del genere troverà il favore del Parlamento Europeo (soprattutto in un momento come questo dove i problemi dell’UE sono ben altri), ed inoltre getterebbe solo le basi per una discussione e non creerebbe una legislazione vera e propria.

Fonte: Reuters