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Samsung dice la sua sulle “anacronistiche leggi” sui brevetti

Cosimo Alfredo Pina

Giusto ieri vi riportavamo come Apple sia riuscita ad ottenere, per vie legali, un bando su alcune tecnologie Samsung legate al settore mobile. Proprio cogliendo l’occasione di quest’ultimo capitolo della guerra dei brevetti, che ormai coinvolge i due colossi da anni,  Samsung esprime sua opinione.

Con un intervento sul suo blog ufficiale, l’azienda coreana fa intendere chiaramente che, secondo la sua visione, il sistema di brevetti è ormai obsoleto e non più adeguato alle tecnologie moderne.

“Oggi i brevetti sul design possono essere legati ad un’icona o un’animazione. Uno smartphone può incorporare più di 250.000 brevetti. La legge, per come viene interpretata, non funziona per i dispositivi moderni.[…] Esperti legali e aziende di ogni dimensione concordano sul fatto che precedenti legali in questo campo possano ridurre il grado di innovazione, soffocare la concorrenza e incoraggiare cause opportuniste con effetti negativi che si riflettono sull’economia.”

L’intervento di Samsung, non direttamente indirizzato alla rivale di Cupertino ma che fa pensare subito alla recente causa, continua auspicando che la legge sui brevetti possa essere applicata con più adeguatezza ai tempi moderni e alla complessità delle ultime tecnologie.

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A tal proposito l’azienda, con il supporto di altri big come Google, Facebook, eBay o HP,  ha presenta alla U.S. Supreme Court (Corte Suprema statunitense) una petizione nella speranza che sia il governo a dare un taglio a questa “guerra” a colpi di avvocato.