vagina

Scienziati generano la vagina artificiale

Lorenzo Fantoni

Gli scienziati hanno annunciato in questi giorni che tra il 2005 e il 2008 quattro donne hanno subito l’impianto di vagine generate in laboratorio che si stanno rivelando un successo.

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Le donne, che all’epoca avevano tra i 13 e i 18 anni, erano nate affetta da una rara malattia chiamata Sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser (MRKH), che impedisce lo sviluppo normale di utero e vagina. Normalmente gli interventi legati a questa sindrome prevedono la ricostruzione o una dolorosa dilatazione manuale, interventi traumatici che sviluppano complicanze nel 7%% dei casi.

Per questo motivo si è pensato di ricorrere a una vagina ricostruita, come descritto nello studio pubblicato su The Lancet.

L’organo è stato generato usando vari tipi di cellule, sia epiteliali che muscolari che sono state poi separate e fatte riprodurre per sei mesi su una struttura biodegradabile creata in base alla conformazione fisica della paziente.

Per impiantare la vagina prima è stato creato un canale nell’area pelvica e poi si è suturato la struttura biodegradabile all’apparato esistente che nelle settimane successive si è legata all’organo artificiale, irrorandolo di sangue e terminazioni nervose, mentre la struttura veniva lentamente assorbita dal corpo.

I test successivi hanno mostrato che il tessuto generato era indistinguibile da quello presente e adesso le pazienti sono in grado di avere una vita sessuale normale, ma non possono avere figli.