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Scoperta la più grande riserva d’acqua della Terra

Cosimo Alfredo Pina

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Uno studio pubblicato recentemente su Science, la prestigiosa rivista scientifica, potrebbe fare chiarezza sull’effettiva quantità d’acqua presente sulla Terra. Il geofisico Steve Jacobsen e il suo team hanno dimostrato una teoria che gira da diversi anni nell’ambiente della geologia.

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Seconda l’ipotesi un particolare tipo di roccia, la ringwoodite, che si trova nel mantello (tra crosta terrestre e nuclei) intrappolerebbe la maggior riserva di acqua dolce presente sul pianeta. Per verificare sperimentalmente la teoria, Jacobsen ha utilizzato una rete di ben 2.000 sismografi per monitorare come le onde sismiche viaggiassero da un punto all’altro del territorio.

Dato che acqua e roccia reagiscono differentemente alle sollecitazioni dovute agli eventi sismici è stato possibile, grazie a dei modelli matematici, calcolare la composizione del mantello, che a profondità molto elevate (640 km circa) risulta essere un mix di roccia ed acqua.

Ad ulteriore conferma il team ha realizzato dei test di laboratorio dove sono state riprodotte le enormi pressioni che si raggiungo a tale profondità. Quello che è stato osservato è che roccia, similarmente ad una spugna, ingloba l’acqua  a livello molecolare fino all’1 %:

“…L’acqua è intrappolata all’interno della struttura molecolare delle rocce del mantello. Il peso di 250 miglia di roccia crea una pressione così grande che, insieme alla temperatura di più di 1.000 °C, le molecole di acqua si dividono in radicali “OH”. Questi data la loro alta reattività si legano alla struttura cristallina della roccia.”

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Purtroppo non riusciremo mai a raggiungere una risorsa idrica talmente profonda, ma uno studio come questo è davvero importante per comprendere la composizione dei vari strati terrestri e come questi reagiscono alle onde sismiche.

 

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