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Scoperta sensazionale: il sangue delle persone giovani fa ringiovanire gli anziani

Lorenzo Fantoni

Due team di scienziati differenti sono arrivati alla medesima conclusione. Le trasfusioni di sangue da individui più giovani a soggetti più anziani ne mantengono giovani cuore e cervello, quindi forse è arrivato il momento di guardare ai propri nipoti con uno sguardo nuovo, affilando i canini.

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La ricerca si basa su un esperimento del 1950 del Dr. Clive M. McCay della Cornell University. Il Dr. McCay scopri che dopo aver collegato i vasi sanguigni di due topi, con un procedimento chiamato parabiosi, that, il più vecchio subiva un processo di ringiovanimento grazie al plasma del più giovane, tuttavia non sapeva spiegare perché.

I nuovi esperimenti hanno provato che il segreto starebbe nei livelli di proteine, che sono abbondanti nel sangue più giovane, e che sono in grado di “svegliare” le cellule staminali nei soggetti anziani, stimolando la creazione di nuovo tessuto.

Il primo studio, pubblicato su Nature e guidato dalla ricercatrice Californiana Saul Villeda, si è concentrato sul cervello, e ha confermato che la trasfusione di sangue tramite parabiosi ha invertito gli effetti dell’età, migliorando molto le funzioni cognitive del topo più anziano. Una scoperta che potrebbe rivoluzionare la cura dell’Alzheimer e di altre malattie degenerative del cervello causato dall’invecchiamento.

Il secondo studio, pubblicato su Science e condotto dalla Dr. Amy J. Wagers, di Harvard, mostra che gli alti livelli della proteina GDF11, presente nel sangue di soggetti più giovani, ha causato la creazione di nuovi tessuti nel cuore di quelli più anziani.

Al momento ci sono due grandi zone d’ombra su questa sensazionale scoperta: il primo è che, anche se possiamo ipotizzare una risposta simile, non siamo certi che i test fatti sui topi funzionino allo stesso modo sugli umani.

Il secondo grande problema è la possibilità di un cancro. Quando si vengono sollecitate, le staminali potrebbero aumentare di molto la probabilità di una crescita non controllata, e non sappiamo ancora come reagirebbe il nostro corpo a certe stimolazioni.

Tuttavia, difficilmente qualcuno sceglierebbe un futuro di demenza senile piuttosto che lottare e rischiare il cancro in tarda età, per questo gli scienziati sono comunque entusiasti e positivi riguardo questa scoperta che ha tutte le potenzialità per aumentare non solo la vita umana, ma anche la sua qualità.