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Si indaga sulle responsabilità di Call of Duty: Ghosts in alcuni casi di suicidio

Lorenzo Fantoni

Passano gli anni, ma le critiche (spesso infondate) contro i videogiochi violenti non sembrano volersi acquietare, nonostante ormai i videogiochi facciano parte della cultura popolare e gli studi a riguardo abbiano parlato chiaro.

In Inghilterra, il coroner John Pollard ha infatti cominciato a investigare un presunto legame tra Call of Duty: Ghosts e alcuni casi di suicidio avvenuti nel suo distretto.

A quanto pare i suicidi riguarderebbero ragazzi molto giovani, ma non si capisce dove il coroner veda un legame tra le sfortunate vicende e il videogioco. Probabilmente i ragazzi erano assidui giocatori, ma rimane comunque più di una perplessità sulla cosa.

Senza dubbio Pollard farà il suo lavoro con scrupolosità, ma forse sarebbe il caso di guardare le cause sociali e ambientali che possono aver spinto i ragazzi a togliersi la vita, piuttosto che puntare per l’ennesima volta il dito con un gioco che milioni di persone giocano nel mondo senza sviluppare tendenze suicide.