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La strada a energia solare arriva sulla Route 66 per un primo test

Leonardo Banchi

Ricordate Solar Roadways, l’ambizioso progetto nato nel 2010 con l’obiettivo di sostituire tutte le strade americane con innovativi pannelli solari? La loro meta è ancora lontana, ma un primo importante traguardo potrebbe realizzarsi presto: la compagnia ha infatti ottenuto la possibilità di effettuare un primo, piccolo test sulla storica Route 66.

Non si parla ancora di pavimentare proprio la strada, in realtà: l’obiettivo del test è un marciapiede prossimo ad una area di sosta, con possibilità di espansione all’intero parcheggio se il test avrà successo.

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Le Solar Roadways, fino ad adesso, hanno riscosso pareri discordanti: da una parte, i più entusiasti hanno ammirato la loro possibilità di generare grandi quantità di energia elettrica (i creatori hanno stimato che se tutte le strade americane fossero realizzate con tale tecnologia, esse potrebbero generare tre volte le necessità dell’intero paese), mentre i più scettici hanno puntato il dito contro i costi di realizzazione: nel 2010, fu calcolato che la pavimentazione degli Stati Uniti sarebbe venuta a costare ben 56.000 miliardi di dollari (anche se nel frattempo il costo dei pannelli si è drasticamente ridotto).

Il piccolo test sulla Route 66, quindi, è un importante passo verso l’analisi di questo innovativo metodo di costruzione delle strade, che già in passato ha riscosso successo e buoni risultati. Sarà sufficiente a dare al mondo un motivo per investire con forza in questa direzione?

Via: TheVerge
  • Ugo

    beh, mi sembra un’ideona mettere 56 mila miliardi dollari di materiale per terra e poi fargli passare sopra camion, autobus, escavatrici, furgoni con le gomme chiodate…
    di certo non costerà niente di manutenzione.
    poi qui da noi che non hanno manco i soldi per tappare un buco con del catrame, non vedo proprio cosa possa andare storto…

  • Psyco98

    Un altro decennio e costerà 560 miliardi, uno in più e costerà 56. Tra stato, privati e investitori per il 2050 non sarebbe male se 1/4 dell’America fosse coperto. Poi test in Europa ed espansione pure qui…
    Energia pulita in quantità assurde.