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La sonda Juno della NASA è arrivata su Giove, anche grazie al made in Italy

Cosimo Alfredo Pina Missione compiuta: alle 5:53 ora italiana la sonda Juno della NASA è giunta a destinazione, iniziando ad orbitare intorno a Giove

Oggi la scienza compie un altro grande passo nel settore dell’esplorazione spaziale. Stamani, poco prima delle sei (ora italiana), la sonda Juno della NASA, dopo un viaggio di 5 anni e tre miliardi di km, è infatti entrata nell’orbita di Giove. Una precisa manovra di 35 minuti che ha rallentato la sonda ha così permesso di avvicinarsi come mai prima al gigante gassoso del nostro Sistema Solare.

A darne l’annuncio è stato è stato Scott Bolton, responsabile del progetto: “La NASA ce l’ha fatta un’altra volta!”, tuttavia non senza difficoltà. Infatti il vettore ha dovuto attraversare zone molto difficili, caratterizzate da regioni con forti radiazioni e ricche di pericolosi detriti. Il tutto è stato seguito con ansia dal centro NASA dove le informazioni sono arrivate, per ovvi motivi di distanza, con ben 48 minuti di ritardo.

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Alla fine lo scarto rispetto ai calcoli sui tempi di rallentamento è stato di un solo secondo. Adesso Juno graviterà intorno a Giove, su un orbita che necessità 53 giorni (anche se solo per poche ore sarà a portata di misurazioni) per essere percorsa, per studiarne la natura da un polo all’altro. Tra i parametri che Juno sarà in grado di misurare c’è la quantità di acqua nell’atmosfera e la potenza dei campi gravitazionali e magnetici generati dal gigante.

L’obiettivo, tra le altre cose, è quello di capire se sotto la massa di gas ci sia un nucleo denso. La missione si articolerà su due importanti date, quella del 27 agosto, quando sarà effettuato il primo set di scansioni, e quella del 19 ottobre, quando con un colpo di motore restringerà la traiettoria di navigazione ad un orbita di 14 giorni dove la sonda rimarrà per i successivi 17 mesi abbondanti (37 orbite), prima di completare il suo ciclo funzionale.

lego juno giove nasa
fonte: Wikipedia

Da notare come a contribuire alla missione c’è stato anche un discreto apporto dell’Italia, visto che lo spettrometro JIRAM e lo strumento KaT (che leggerà le onde radio nella banda Ka) sono stati sviluppati e realizzati da enti ed aziende italiane. A completare la ricca fornitura di bordo, di fianco alla complessa strumentazione di bordo, una placca dedicata a Galileo, proposta e realizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana, e anche tre simpatiche minifigures LEGO, una di Galileo, una di Giove e una di Giunone.

Insomma un grandissimo traguardo su un po’ tutti i fronti, tra l’altro celebrato anche dalla home di Google, che ci aiuterà a comprendere la complessa natura dei corpi celesti a noi più “vicini” e magari anche quella del nostro pianeta.

Via: The VergeFonte: NASA
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