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Sotto Stonehenge si cela un “Super Henge”

Cosimo Alfredo Pina

Dopo quattro anni di studi è stato svelato che sotto Stonehenge si celano una serie di strutture simili a quelle che si trovano in superficie. Lo Stonehenge Hidden Landscape Project è il gruppo che, avvalendosi di mezzi come radar ipogei e magnetometri guidati da GPS, ha permesso di mappare la rete sotterranea di monumenti, senza smuovere una zolla di terra.

Le misurazioni hanno permesso di ottenere dati molto dettagliati che raggiungono profondità oltre i tre chilometri. Tra le scoperte più interessanti ci sono ben 17 monumenti risalenti al Neolitico, lo stesso periodo attribuito a Stonehenge, che sembrano avere un certo collegamento con il cielo e le stelle. Una di queste formazioni, denominata Curcus, presenta infatti due pozzi rispettivamente allineati con il punto di alba e tramonto nel giorno del solstizio d’estate.

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Un’altra interessante struttura è quella formata da 50 pietre, ognuna lunga 3 metri posizionate a formare un cosiddetto “Super Henge”, un ammasso di pietre di notevole entità. Questo blocco, non sembra avere connessioni astronomiche, ma dato che si affaccia sul fiume Avon, potrebbe aver avuto importanza nei riti collegati all’acqua.

Queste nuove scoperte, oltre a svelare misteri finora nascosti, dimostrano come il famoso Stonehenge sia soltanto parte di una struttura monumentale decisamente più ampia ed articolata, dalla valenza presumibilmente spirituale e religiosa.

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Le tecniche innovative utilizzate durante lo studio ci fanno capire quale possono essere le nuove frontiere dell’archeologia, che in futuro potrebbe abbandonare i mezzi classici per passare ad un approccio non invasivo che tuteli sia i reperti sia l’ambiente che li ospita.

 

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