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Space X pronto a testare l’atterraggio marittimo

Lorenzo Fantoni

Vi ricordate quando Elon Musk ha twittato dell’acquisto di alcune postazioni di atterraggio marittime, in grado di rimanere stabili anche nella tempesta? È arrivato il momento di testarle per l’atterraggio del Falcon 9.

 

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La compagnia non è poi così tanto fiduciosa sulle probabilità di successo, date al 50%, ma a quanto pare questo test sarà un grande passo avanti per il programma Space X. Anche se il razzo ha già fatto due dimostrazioni di ammaraggio, farlo atterrare sulla piattaforma sarà un po’ più complesso, visto che il razzo arriverà a destinazione con una velocità di circa 1.300 metri al secondo, il che rende un po’ complesso la sua stabilizzazione.

Per questo motivo i motori di rientro sono divisi in tre ruoli: Il primo stadio indirizza l’astronave verso il punto in cui deve toccare terra, il secondo, dotato di propulsione supersonica, abbassa la velocità di rientro intorno a 250 metri al secondo, mentre il terzo la porterà a 2. Per rendere il razzo più maneggevole sono anche state inserite delle pinne di navigazione in grado di muoversi indipendentemente lungo tre assi.

La chiatta di atterraggio è grande circa 91 metri per 30, con una parte estensibile che può arrivare a 51 metri, il razzo invece è largo circa 21 metri. Se la sfida non vi sembra ancora abbastanza ardua, sappiate che l’ultimo atterraggio ha avuto una precisione di circa 10 km, adesso Space X deve ridurla a 10 metri.