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Tails: privacy e anonimato sulla rete

Cosimo Alfredo Pina -

Dovrebbe essere ormai nozione comune il fatto che nessuno è anonimo sulla rete. Dal momento in cui il nostro PC si connette al web lascia inesorabilmente tracce che possono ricondurre all’utente. Esistono sistemi che cercano di mascherare le attività ma questo rende il processo di rintracciamento soltanto più lento, non impossibile.

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Tails è il sistema operativo progettato per lasciare meno tracce possibile che, dopo cinque anni di sviluppo open source, ha recentemente raggiunto la versione 1.0 . Il funzionamento è semplice: durante la sessione non viene salvato nessun dato o file, restituendo un computer “nuovo” ad ogni riavvio. Nell’era della NSA questo progetto sta guadagnando sempre più seguito, con un picco di 8.500 utenti giornalieri attivi nel mese di marzo.

Per funzionare questo sistema deve essere installato su un supporto come un CD, una scheda SD o una chiavetta USB. Sebbene la procedura di installazione sia comune a quella degli altri sistemi operativi, la compatibilità hardware non è universale ed esclude, per esempio, molti modelli Apple.

Il processo di sviluppo dietro questo sistema è la sua forza. Dopo ogni release, grazie alla natura open, gli utenti possono contribuire cercando falle nella sicurezza che vengono poi “tappate” nelle release successive. Ad oggi questo processo è stato ripetuto per 30 volte: una lenta ma efficace caccia al bug, usata anche in progetti simili come Tor, che ha portato ad un grado di sicurezza impensabile per un software chiuso.

Basandosi su Debian, sono presenti tutti i programmi che possiamo aspettarci da un sistema Linux come email, browser e chat, ma con qualcosa di diverso. Per la navigazione internet troviamo Tor, il famoso browser che promette anonimato sulla rete, mentre il client mail è Claws Mail un software orientato al criptaggio dei dati.

Una funzione davvero interessante è la chat criptata con Pidgin. Dopo aver impostato un host Jabber (server per comunicazioni sicure) potremo chattare in maniera totalmente anonima senza che i messaggi scambiati possano essere decifrati, nemmeno se in possesso della chiave.

Ovviamente le libertà sono limitate, infatti qualora decidessimo di usare i comuni siti di comunicazione la nostra “copertura” cadrebbe subito; lo stesso per gli acquisti con carta di credito (aggirabile con l’uso di bitcoin).

Tails funziona eccellentemente ma purtroppo più avremo necessità di navigare, comunicare e in generale usare la rete, più ci esporremo perdendo la tanto cercata privacy. Non c’è niente da fare, la sicurezza è una questione complicata che si paga con libertà ridotta e comunemente questo tipo di misure sono indirizzate alla protezione delle persone in situazioni estreme.

Per l’utente medio rimangono sempre validi buon senso e intelligenza nella scelta dei servizi con cui condividere i nostri dati sensibili.

 

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