tracciamento online

Tutto ciò che dovete sapere sul nuovo metodo di tracciamento online

Leonardo Banchi

“Il Web non dimentica mai”: questo era il titolo di un saggio nel quale alcuni ricercatori della Princeton University descrivevano a inizio anno il “Canvas fingerprinting”, un nuovo metodo di tracciamento online. Da allora, esso è stato implementato in molti siti internet, compreso quello del governo americano.

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Come funziona

La tecnica, che a differenza dei metodi tradizionali non utilizza cookie o salvataggi di altri file sul nostro computer, si basa sull’utilizzo dell’elemento “canvas” presente in HTML5: a ogni computer, visitando una pagina, viene chiesto di disegnare una linea invisibile all’utente. Poiché ad influenzare il modo in cui essa viene disegnata sono le caratteristiche hardware della macchina, essa è unica e identificabile, esattamente come un’impronta digitale, e può essere salvata dai server ed utilizzata per tracciare le visite dell’utente, fornendo, ad esempio, pubblicità mirate ai suoi interessi.

Come difendersi

Questa modalità crea quindi delle difficoltà, nel caso non voleste che le vostre abitudini di navigazione vengano controllate: Adblock o le impostazioni del vostro browser non potranno aiutarvi, proprio perché ad identificarvi non è un file salvato sul computer che può essere eliminato, ma proprio il modo in cui esso si comporta su internet.

Esistono comunque alcuni metodi che possono ridurre le possibilità di essere tracciati: potete utilizzare la rete Tor per navigare in modo anonimo ed evitare ogni forma di tracciamento. Altrimenti, se siete utenti di Firefox, è disponibile NoScript, un’estensione open source che evita di essere controllati. Nel caso non sia un problema per voi modificare le vostre abitudini potete scaricare Chameleon, un browser progettato apposta per evitare questo tipo di tracciamento: si tratta però di un progetto ancora alle prime fasi dello sviluppo, che oltre ad una interfaccia poco intuitiva presenta ancora qualche mancanza.

Per non rinunciare a tutte le funzionalità a cui siete abituati potete invece utilizzare Privacy Badger, l’estensione sviluppata dalla Electronic Frontier Foundation, società da sempre impegnata nella difesa dei diritti dei navigatori. Non riuscirà a bloccare la cattura della vostra firma in ogni caso, ma limiterà sensibilmente la vostra esposizione.

In alternativa, infine, potete visitare questo sito, che contiene una lista di tutti i siti che fanno uso del canvas fingerprinting: la lista, però, potrebbe non essere aggiornata abbastanza frequentemente da includere nuove adozioni. È triste dover ammettere che tutti i metodi per aggirare questo controllo sono in realtà ancora limitati e incompleti: in attesa che qualcuno trovi una soluzione e blocchi questa lettura di dati personali, però, potete almeno scoprire quali siti stanno violando quel poco di privacy che era rimasta online.

 

VIA: Gizmodo