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Un esame del sangue potrebbe aiutarci contro l’Alzheimer

Lorenzo Fantoni

Una delle caratteristiche peggiori dell’Alzheimer è che quando è abbastanza evidente da essere notato, è già troppo tardi per fermarlo. Una diagnosi precoce può fare la differenza tra anni di lento declino mentale e una vita relativamente normale, ed è per questo che i ricercatori del King’s College di Londra e della Oxford University hanno sviluppato un test che potrebbe migliorare molto la situazione.

Secondo il  The Telegraph, gli scienziati possono predirre se una persona verrà colpita da Alzheimer controllando 10 proteine presenti nel sangue.

La percentuale di successo del test è abbastanza impressionante, visto che si è rivelato veritiero nell’87% dei casi, il che vuol dire che in futuro potrebbe bastare un esame del sangue per capire se in futuro subiremo perdite di memoria, e quindi agire di conseguenza.

Purtroppo le tempistiche sono quelle della ricerca, quindi i primi test ufficiali non sono previsti prima di cinque anni, e verranno utilizzati per controllare le persone che più probabilmente rischiano di essere colpite dalla malattia. In questo modo si cerca di capire se eventuali cure che possono poco negli stadi più avanzati hanno un maggiore in patto nei primi periodi della malattia.

Certo, questo non consola le 35 milioni di persone nel mondo che già ne soffrono, ma accende comunque una speranza per tutti gli altri.