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Un esperimento per capire se siamo un esperimento

Lorenzo Fantoni -

 

Per quanto ne sappiamo, non possiamo essere certi che il mondo intorno a noi sia una illusione tridimensionale di un mondo bidimensionale. Potrà sembrarvi un’idea strana e disturbante, ma è un po’ di tempo che la comunità di fisici se la sta ponendo molto seriamente.

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Sfortunatamente, fino ad oggi era molto difficile verificare l’esistenza di un universo 2D, ma oggi, grazie ad un esperimento lanciato presso il Fermi National Laboratory dell’Illinois, potremo forse definire come l’universo immagazzina le informazioni con cui interagiamo ogni giorno, e se stiamo vivendo in un’ologramma.

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Per determinare in che tipo di realtà viviamo, un team di scienziati ha creato un esperimento chiamato “holometer” che consiste di due laser ad alta intensità (pari alla potenza di 200.000 puntatori laser) il cui fascio viene diviso e inviato perpendicolarmente per 40 metri. Dopo 40 metri i laser vengono riflettuti indietro, verso lo splitter che li ha divisi in due, dove vengono ricombinati.

L’idea è che quando i raggi tornano indietro e colpiscono lo splitter, dovrebbero farlo muovere leggermente e questo renderebbe instabile la brillantezza del laser. Se si verificasse questa condizione vorrebbe dire che lo spazio ha una vibrazione continua, una sorta di onda 2D.

Questo risultato potrebbe cambiare drasticamente la nostra percezione del mondo, perché vorrebbe dire che tutte le informazioni del nostro universo sono immagazzinate in microscopiche particelle bidimensionali, 10 trilioni di volte più piccole degli atomi. Se pensiamo dunque la realtà come un gigantesco computer, questo vuol dire che la totalità delle informazioni che si possono immagazzinare al suo interno è finita, una sorta di limite finale a tutto ciò che possiamo misurare, pensare o fare.

Non è ancora chiaro come questo potrebbe modificare la vita umana, per il momento infatti i ricercatori preferiscono concentrarsi su temi un po’ meno complessi, come analizzare le fluttuazioni della luce di ritorno. Tanto solo per farlo ci vorranno un paio di anni, quindi per il momento potete ancora godervi la realtà così com’è.