rifiuti nello spazio

Un gruppo di ricerca giapponese vuole sparare ai rifiuti nello spazio con un laser

Leonardo Banchi

Dal momento della scoperta dello spazio, in orbita sono stati lanciati moltissimi oggetti, con numerose e differenti funzionalità: la lunga lista di satelliti non più in funzione, che continuano a orbitare attorno al nostro pianeta come un vero “rifiuto spaziale“, ha quindi spronato molti scienziati ad interrogarsi sul modo migliore per liberarsene. L’ultima soluzione proposta viene dai ricercatori dell’istituto di ricerca giapponese Riken, che hanno ipotizzato di sparare ai rifiuti con un laser a fibra ottica dalla Stazione Spaziale Internazionale.

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L’idea, che mirerebbe a ripulire i cieli da circa 3.000 tonnellate di rifiuti, costituisce sicuramente un piano molto ambizioso, ma il cui concetto alla base è piuttosto semplice: il team vorrebbe infatti adattare il telescopio a infrarossi dell’EUSO (Extreme Universe Space Observatory) per tracciare i movimenti dei satelliti inutilizzati. Successivamente, grazie ad un laser a fibra ottica (lo stesso utilizzato per l’alimentazione degli acceleratori di particelle), si potrebbe “sparare” agli oggetti identificati, modificando la loro traiettoria fino a farli nuovamente cadere sulla terra. Il loro impatto con l’atmosfera provvederebbe così a farli bruciare durante la fase di caduta, riducendoli a particelle della dimensione stimata di circa un centimetro.

Il gruppo di ricerca, che ha pubblicato il proprio intento sulla rivista Acta Astronautica, ha poi ipotizzato diverse fasi necessarie al suo compimento: il primo test potrebbe essere effettuato a bordo della ISS, utilizzando un telescopio di 20 cm di diametro ed un laser da 100 fibre. Solo se questo avrà successo si potrà poi passare ad un progetto dalle dimensioni maggiori, in grado di modificare la traiettoria di oggetti nel raggio di circa 100 chilometri.

Via: Engadget