dolcificanti artificiali

Un po’ di chiarezza sui dolcificanti artificiali

Cosimo Alfredo Pina -

I dolcificanti artificiali (o edulcoranti) sono quella classe di ingredienti utilizzati in molti alimenti, sopratutto quelli dietetici, come alternativa ai più calorici zuccheri di origine naturale. Negli ultimi anni le voci circolanti su Aspartame, Acesulfame K, Sucralasio e affini, si sono susseguite portando ad uno scenario di poca chiarezza e, spesso, falso allarmismo.

In questo articolo vogliamo analizzare alcuni aspetti emersi con gli ultimi studi della FDA, che speriamo vi aiutino ad affrontare questo importante aspetto dell’alimentazione. Innanzitutto partiamo con una rassegna dei principali dolcificanti artificiali presenti sul mercato:

  • Saccarina: questo composto, il primo in ordine di scoperta (1879) tra gli edulcoranti, presenta un potere dolcificante 300 volte maggiore quello dello zucchero e con apporto calorico nullo. Le ragioni di queste proprietà sono ancora sconosciute, anche se si attribuiscono alla sua forma.
  • Aspartame: forse il più noto, è presente in molte tra le più famose bevande “Diet” in commercio. Entrato sul mercato verso la fine degli anni ’80, presenta un potere dolcificante di 200 volte volte quello dello zucchero e apporto calorico pari a 400 kcal ogni 100 grammi.
  • Acesulfame-K: dato il suo retrogusto amaro, questo zucchero sintetico viene quasi sempre utilizzato insieme ad altri.
  • Advantame: appena approvato dalla FDA, ma potrebbe presto raggiungere il nostro paese, è in grado di fornire un potere dolcificante 37.000 volte quello del normale zucchero.
  • Stevia: questo dolcificante di origine naturale viene estratto dallle foglie dell’omonima pianta ed è usato estensivamente nei paesei orientali come il Giappone.

Una delle accuse più comuni rivolte verso queste sostanze è che siano cancerogene e quindi estremamente dannose per la salute a lungo termine. Effettivamente la saccarina tra gli anni ’70 e ’80 è stata al centro di una serie studi, divieti e regolamentazioni, legati al sospetto che fosse cancerogeno. Questo fino al 2000, anno in cui la FDA l’ha definitivamente rimossa dalla lista delle sostanze cancerogene.

Anche l’Aspartame, nel 1996, fu collegato allo sviluppo di tumori cerebrali. In seguito a controlli incrociati che determinarono la precedente esposizione dei soggetti ad altri agenti cancerogeni, invalidarono lo studio e fecero rientrare ogni allarme sul rischio di questa sostanza.

Quindi effettivamente le voci sulla pericolosità dei dolcificanti artificiali in fatto di tumori, sembrano essere infondate. Tuttavia recenti studi, pubblicati in riviste del calibro di Nature, hanno evidenziato altri possibili effetti avversi. Tra queste ricerche una particolare avrebbe dimostrato come questi composti vadano ad interferire con la flora batterica dell’intestino alterando il normale processo di digestione.

LEGGI ANCHE: Alcuni consigli per un alito migliore

Sempre dagli studi effettuati si è concluso come queste disfunzioni a livello intestinale potrebbero favorire l’insorgenza di alcune malattie metaboliche come obesità e diabete. Questo studio si scontra direttamente con la realtà di un altro studio, effettuato su bambini americani, che ha dimostrato come il consumo di bevande a base di dolcificanti artificiali sia correlato ad un peso corporeo inferiore alla media e consumo minore di alimenti.

Quando si parla di salute e alimentazione è davvero difficile tracciare la riga tra voci, risultati di studi incerti e la verità. Il consiglio è ovviamente quello di limitare il consumo di bevande dolcificate sia con zuccheri sia naturali sia artificiali e attenersi alle regole del buonsenso, che anche in campo di alimentazione si rivelano spesso la scelta migliore.
Via