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Un sensore per tracciare ogni proiettile sparato da un poliziotto

Lorenzo Fantoni

I fatti di Ferguson e l’uccisione di Michael Brown hanno portato sotto i riflettori il problema dei poliziotti dal grilletto facile, ma una startup ha in mente un progetto per tracciare ogni proiettile sparato da ogni ufficiale, per il bene della comunità e degli stessi poliziotti.

L’azienda, Yardarm, ha infatti sviluppato un sensore che che si trova nel calcio della pistola che registra data, posizione, direzione in cui si mira al momento dello sparo e momento esatto in cui viene estratta.

I dati vengono quindi criptati e inviati a un’app a cui hanno accesso ufficiali e comandanti, che permette loro di agire se un collega è in difficoltà. Yardarm ha annunciato che i test sul campo sono iniziati la scorsa settimana col dipartimento dello sceriffo di Santa Cruz, California, e il dipartimento di polizia di Carrollton, Texas.

Ovviamente il sensore di Yardarn non può rispondere ad altre fondamentali domande che nascono dopo una sparatoria in cui è coinvolto un poliziotto, come il motivo che l’ha scatenata, chi ha alzato la tensione così tanto da dover scatenare la forza letale o lo stato psicofisico del poliziotto. Inoltre non è chiaro chi potrà accedere o modificare questi dati nel caso vi sia un procedimento legale.

Al di là di queste obiezioni, la soluzione di Yardarm potrebbe comunque far riflettere due volte un ufficiale di polizia prima di prendere decisioni estreme che potrebbero avere le conseguenze che abbiamo potuto vedere negli ultimi mesi.