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Un sonar scova una nave fantasma sul fondo del mare

Cosimo Alfredo Pina

Durante una spedizione di routine la National Oceanic and Atmospheric Administration ha scovato un relitto adagiato sul fondo marino, ad una profondità di 610 metri. La carcassa apparterrebbe alla USS Kailua, affondata volontariamente dalla marina statunitense, con un siluro sottomarino, nel febbraio del 1946 poiché considerata inutile.

Andato dispersa fino ad oggi la Kailua suscita particolare interesse visto lo stato di conservazione. Salvo la zona di impatto del torpedine, sia lo scafo che i compartimenti interni risultano intatti, rendendola una potenziale miniera di manufatti storici.

Durante il periodo di attività, partito con il varo del 1923, l’imbarcazione è stata utilizzata per diversi scopi, dal trasporto all’evacuazioni di emergenza, come quella della Fanning Island, durante il secondo conflitto mondiale.

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Nonostante il luogo di inabissamento fosse rimasto sconosciuto fino ad oggi, l’identificazione del relitto è stata molto semplice. Il codice IX-71 dipinto sul fianco dello scafo e una chiamata via radio hanno permesso di capire subito che la nave in questione era la USS Kailua.

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La nave rimarrà per il momento un monumento del mare in quanto nessun ente sembra essere disposto a fornire i finanziamenti necessari al recupero e lo smaltimento. Se mai un giorno vorrete visitare il relitto, vi basterà raggiungere il sito a trenta chilometri dalle coste Hawaiane O’ahu e immergevi con i mezzi adeguati alle pressioni di quella profondità.

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