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Un supercomputer calcola come nasce veramente una stella

Cosimo Alfredo Pina -

La potenza di calcolo sempre maggiore a disposizione della comunità scientifica ha permesso di raggiungere importanti traguardi in molti campi. Quello ottenuto grazie al supercomputer texano Stampede, potrebbe aiutare gli astrofisici a comprendere a pieno i meccanismi di formazione di stelle e galassie.

I modelli matematici utilizzati fino ad oggi prevedono che tutta la materia interstellare presente in una galassia prima o poi collassi a formare una nuova stella. Tuttavia data la “ridotta” quantità di stelle realmente presenti nel nostro universo, questo sistema non è considerato rappresentativo.

Un team internazionale ha così realizzato un nuovo modello che tenesse conto non soltanto dei fattori localizzati in prossimità del luogo di formazione, ma anche di quelli più remoti come esplosioni di supernova, radiazioni, gas e la luce delle altre stelle.

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Il mezzo utilizzato dal Prof. Philip Hopkins e il suo team è stato il supercomputer Stampede, che grazie alle migliaia di processori e il calcolo distribuito ha restituito il risultato in un tempo minore a quello stimato. Nella nuova simulazione il comportamento è molto più realistico e non tutta la materia va a collassare nella stella.

Grazie a questo nuovo modello gli astronomi e gli astrofisici potranno meglio studiare la fisica dietro la formazione di nuove galassie e cercare di capire quello che si cela in quelle che presentano comportamenti particolari, non riscontrabili in altre.

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