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Una proteina artificiale illumina il cervello, per tracciarne l’attività

Cosimo Alfredo Pina

A differenza della maggior parte degli organi, lo studio del cervello risulta particolarmente difficile, sia per la sua posizione ben protetta, sia per il fatto che i segnali dei neuroni sono molto deboli e difficili da individuare con gli strumenti.

Per questo, durante i test in laboratorio, gli scienziati ricorrono spesso a delle particolari proteine fluorescenti, con cui studiare porzioni di tessuto nervoso moderatamente piccole.

Un gruppo di ricerca del Howard Hughes Medical Institute, guidato da Eric Schreiter, ha migliorato questo metodo, per poter tracciare facilmente la conduzione del segnale nervoso, anche in vivo (ovvero negli animali) e per periodi di tempo relativamente prolungati.

campari proteina

Questa tecnica, che combina una proteina fluorescente con delle luci UV e denominata CaMPARI (calcium-modulated photoactivatable ratiometric integrator), è stata già testa con successo su topi, moscerini della frutta e larve di pesce zebra, facilmente studiabili grazie alla loro pelle trasparente.

Per il momento CaMPARI rimane una tecnica immatura, ma Schreiter auspica che nei futuri studi di neurologia possa essere applicata con successo, per meglio comprendere i complessi meccanismi che muovono le cellule neuronali e la conduzione del segnale nervoso.

Via: The Verge
  • Matteo Bottin

    Si, e l’evoluzione di questa tecnica come si chiamerà, SpRITZ?

    Comunque ben vengano tutti questi miglioramenti. Se si può essere più precisi in ambito medico, perchè no? 😀

  • Topi, moscerini e larve di pesce zebra: tre categorie che hanno offerto contributi più interessanti del leghista medio.