5 giochi PSVR dalle grandi potenzialità, ma che… (video)

Giorgio Palmieri … non sono state sfruttate fino in fondo

Il possessore di PSVR, quello senza scrupoli, prova di tutto e di più. Non importa se questo ha problemi di chinetosi, o se magari quel genere non rientra nelle sue grazie: l’importante è provare tutto, per un bene superiore. E per domare la curiosità, ovviamente.

In questi casi, incappare in prodotti dalle potenzialità inespresse è una prassi comune. Di conseguenza, cogliamo l’occasione per segnalarvi cinque giochi pieni di spunti interessanti, sviluppati però solo in modo marginale.

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Video Speciale Giochi PSVR

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nel video speciale, accompagnati dai filmati tratti dai trailer dei giochi qui segnalati.

Loading Human

Il primo che vediamo insieme è Loading Human, uno dei titoli che ha accompagnato il lancio di PSVR e, udite udite, è stato realizzato da un team italiano. In questa avventura grafica si impersona il figlio di uno scienziato in punto di morte, e lo scopo sarà quello di recuperare una fonte di energia capace di invertire il processo di invecchiamento. In realtà, nel gioco non si fa altro che vivere un’esperienza VR in cui si eseguono azioni quanto più simili alla quotidianità: pensate che una delle missioni più lunghe e articolate è quella di recuperare gli ingredienti per fare un tè, un compito che il gioco cerca comunque di contestualizzare alla narrazione.

Il tutto condito con un sistema di controllo estremamente legnoso, che ha fatto spazientire gran parte degli acquirenti. Tuttavia, se preso con più calma e morbidezza, riuscirete a penetrare nella sua dura scocca, così da mettere in luce l’ambizione di un’avventura che, come poche altre su PSVR, racconta una storia, peraltro pure doppiata in italiano: conta nomi importanti della scena, ma la qualità del suono non è perfetta. Purtroppo finisce sul più bello.

Star Wars Battlefront Rogue One: Missione VR Ala-X

Vivere le guerre stellari in VR è il sogno di molti nerd lì fuori. EA questo lo sa, ed infatti, all’interno di Star Wars Battlefront, troviamo una missione speciale, giocabile esclusivamente su PSVR, grazie alla quale possiamo entrare nell’abitacolo di un caccia ribelle per assaporare un aperitivo spaziale sul possibile adattamento a realtà virtuale di Star Wars.

Inutile dire che gli appassionati sono rimasti a bocca aperta dinanzi alle possibilità videoludiche delle battaglie a 360° nell’universo nato dalla mente di George Lucas, nonostante i limiti tecnici e la grafica non proprio al passo con i tempi. Il problema è che questa è solo una piccola, anzi, piccolissima demo tecnica: termina anch’essa sul più bello, e lascia un po’ di amaro in bocca. Vedremo mai un’interpretazione VR di Star Wars degna di tale nome? Ai posteri l’ardua sentenza.

Crystal Rift

Abbiamo spesso detto che per innovare bisogna sempre guardare al passato, e nella realtà virtuale questa tesi vale il doppio. Crystal Rift attinge a piene mani da un genere anzianotto, quello incentrato sull’esplorazione dei dungeon con visuale in soggettiva, dimostrando che questo può vivere un secondo periodo di giovinezza sotto la lente della VR.

L’avventura può essere giocata anche senza visore sulla testa, ma così chiaramente va a perdersi tutta l’immersione. Ciò ci fa capire che anche solo la prospettiva può cambiare le carte in tavola di un titolo troppo semplicistico, proprio come Crystal Rift. Il prezzo contenuto giustifica la modestia dell’esperienza, un altro aperitivo in attesa che qualcuno colga la palla al balzo, costruendo un dungeon crawler come si deve per PSVR.

Lethal VR

Sicuramente è il titolo meno ambizioso della lista, e forse anche il meno riuscito. Nel dettaglio, Lethal VR mette il giocatore nei panni di una recluta dell’FBI alle prese con una serie di simulazioni basate sull’arsenale leggero. Dopo ogni sfida, la prestazione sarà valutata da un sistema a punteggio. È tutto qui. Cosa può andare mai storto? Purtroppo, la precisione della armi non è assolutamente affidabile, specie quella delle armi da lancio, come i coltelli ad esempio.

Il tracciamento lascia davvero a desiderare, ma quando funziona a dovere, Lethal VR è capace di far sognare, di farci immaginare un gioco d’azione in salsa poliziesca realizzato con tutti i crismi del caso, dove si colpisce di precisione, e si fa attenzione agli ostaggi, nel quale sentiamo la pressione addosso di un ruolo come quello dell’agente di polizia. Vedetelo come un grosso tutorial, tutt’altro che perfetto, di quel gioco che vorremmo tanto avere.

Fated: The Silenth Oath

Si ritorna a parlare di narrazione, e Fated: The Silenth Oath cerca in tutti i modi di lasciare il segno, offrendoci una sorta di film interattivo dove il sacrificio rappresenta il cuore della vicenda. Vicenda che, purtroppo, viaggia troppo in fretta, tanto-chè risulta quasi inconcludente, con una risoluzione data in fretta e furia assolutamente insoddisfacente. Tagliando corto, siamo davanti all’ennesima prova di un genere che potrebbe funzionare nello studio di progetti più grandi.

Con i pochi mezzi messi a disposizione, possiamo comunque apprezzare molti spunti, tra i quali spicca il metodo di comunicazione con cui si potrà interagire durante i discorsi dei personaggi: il protagonista infatti è muto, e potrete solamente annuire o scuotere la testa per rispondere alle varie domande che vi verranno fatte. Un’idea geniale, sfruttata però solo superficialmente, come altri fattori in questo Fated: The Silent Oath. D’altronde siamo ancora agli inizi, e come primo tentativo (o quasi) poteva andare senz’altro peggio.

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