Dark Souls III

5 motivi per non perdersi Dark Souls III

Giorgio Palmieri - [...] fu preso da una tal rabbia che afferrò il calendario e fece per elencarli a mo’ di appello con epiteti di dubbio gusto. Gli venne poi negato il posto in paradiso.

Non conoscete Dark Souls? Bene. No, davvero, buon per voi. Sappiate che farsi trattare come uno straccio da un videogioco è la prerogativa principale di quest’opera, ed il bello è che farselo fare non è mai stato così divertente. La saga, realizzata da From Software e pubblicata da Bandai Namco, ha confezionato nel giro di qualche anno una serie di esperienze uniche sul mercato. Dark Souls III, appunto, è l’ultimo lavoro della software house giapponese in arrivo su console e PC, e noi adesso vi spieghiamo nel dettaglio perché dovreste tenerlo sott’occhio.

Fiori dalla bocca

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A From Software non interessa cosa fa e come si comporta l’industria, almeno non in senso stretto. Questa società nipponica va per la sua strada e sviluppa titoli impegnativi dove la frustrazione veste un ruolo assolutamente centrale all’interno dell’avventura: quasi nessun tutorial, nessuna chiara spiegazione, e una narrativa ambientale che racconta le vicende attorno al mondo di gioco in una maniera a dir poco criptica. Dark Souls III è la summa di questi punti, portati all’ennesima potenza grazie all’esperienza maturata con i predecessori. Cercate un gioco di ruolo d’azione seriamente impegnativo? Non troverete di meglio in giro.

Il ritorno di Miyazaki

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Non quello dello Studio Ghibli, bensì Hidetaka Miyazaki, padre della serie Souls. Dopo aver diretto Demon’s Souls e Dark Souls, lo sviluppatore nipponico torna a rivestire il ruolo di direttore nel terzo episodio della saga, con somma gioia dalla community. Nel secondo, infatti, Miyazaki aveva solo fatto da supervisore al progetto, mentre la direzione era stata affidata a Tomohiro Shibuya e Yui Tanimura. Non che Dark Souls II sia stato un brutto gioco, anzi, ma siamo certi che la creatura, messa tra le braccia del proprio creatore, sarà senz’altro più a suo agio.

Nuovo ambiente di sviluppo

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Eccezione fatta per Bloodborne, che comunque fa parte di un filone a sé, e per il porting di Dark Souls II su PS4, XONE e PC, Dark Souls III è il primo della trilogia ad essere sviluppato su console di questa generazione. Questo non porterà solo innovazioni dal punto di vista visivo, come nel sistema di illuminazione o nella resa degli effetti speciali, ma anche nel calcolo più affidabile delle hit-box: aspettatevi dunque dei combattimenti più realistici e dinamici, anche grazie all’introduzione di nuove tecniche legate a ciascuna arma.

Stile da vendere

L’encomiabile lavoro svolto per la realizzazione di un’atmosfera opprimente per Bloodborne non poteva certo essere lasciato in disparte. È quindi innegabile che gli elementi estetici della precedente opera di Miyazaki abbiano in qualche modo influenzato l’impianto artistico di Dark Souls III. Sminuire però l’operato dei talentuosi artisti di From Software sarebbe ingiusto, vista l’incredibile cura nei dettagli riversata nelle straordinarie architetture gotiche che fanno da sfondo ad un level design, almeno dalle premesse, a dir poco eccezionale.

L’ultimo della serie?

Miyazaki ha più volte manifestato la volontà di chiudere la sua opera magna con il terzo capitolo. Una notizia brutta e buona allo stesso tempo: se da una parte è lampante la tristezza che può generare una dichiarazione del genere nel cuore dei fan, dall’altra si possono capire, a mente lucida, le dichiarazioni dell’autore, le quali vertono sulla degna conclusione della serie con Dark Souls III, sui nuovi orizzonti per l’azienda e, incredibilmente, su una spasmodica ossessione per Hearthstone. La correlazione tra questi tre elementi ha certamente del mistero ma, per ora, gustiamoci Dark Souls III.

A proposito, il gioco sarà disponibile il 12 aprile su: