God of War provato: un nuovo inizio per Kratos? (video anteprima)

Lorenzo Delli -

Anteprima God of War 2018 – 5 anni di sviluppo: è con questo dato che ha esordito Cory Barlog, responsabile storico della saga God of War nonché direttore e scrittore di questo nuovo capitolo. Un nuovo capitolo che non si chiama God of War 4, ma semplicemente God of War. È stato lo stesso Barlog a spiegarci perché: in parte per far arrabbiare i fan (lo ha detto ridendo), ma soprattutto per sancire un nuovo inizio, per iniziare appunto un nuovo cammino a fianco dell’anti-eroe che è da sempre protagonista della saga e del giovanissimo figlio Atreus, e anche a fianco dei nuovi giocatori.

God of War ha quindi uno scopo ben preciso: attirare i fan della saga e allo stesso tempo anche chi alla saga non ci si è mai approcciato. Per fare ciò Barlog e colleghi hanno pensato ad una nuova ambientazione, quella del nord europa, e di conseguenza una mitologia, quella norrena appunto, diversa da quella greca, il tutto condito con dinamiche di gioco nuove di zecca che fanno tesoro di quelle che sono le esclusive PlayStation di maggior rilievo (The Last of Us e Horizon Zero Dawn su tutti). Ecco quindi le nostre impressioni a seguito della prova diretta delle prime 2 ore e mezza di gioco. Non dimenticate di dare un’occhiata al video con scene nuove di zecca e alla galleria di screenshot che trovate al termine dell’articolo!

Editore Sony Interactive Entertainment
Sviluppatore Santa Monica Studio
Piattaforme PlayStation 4
Genere Action / Action RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Anteprima God of War

La nostra video anteprima di God of War, realizzata con spezzoni di gameplay rilasciati negli ultimi mesi da SIE, va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione! (Nota: il figlio di Kratos si chiama ATREUS, non Atreiu come detto erroneamente nel filmato.

Give me the real God of War

Il nome del paragrafo non è casuale: è una delle quattro modalità di gioco disponibili, ma ci torneremo a breve. Sono tante le novità che vi aspettano in questo quarto capitolo, abbastanza da motivare, come volevano gli sviluppatori, nuovi giocatori ad avvicinarsi alla saga. Ci troviamo sempre nei panni di Kratos, un Kratos invecchiato, quasi stanco, sicuramente più maturo di quello che abbiamo visto nei precedenti tre capitoli. Il protagonista è una persona diversa, che sta imparando a controllare la sua rabbia, a sfruttarla nei momenti giusti, a essere più ponderato, anche per via della presenza di Atreus, suo figlio.

Kratos stavolta non è da solo. Atreus è una presenza fissa nella nuova avventura.

Non sappiamo praticamente niente degli eventi che legano God of War III a questa nuova incarnazione: come Kratos sia arrivato nelle regioni del nord europa, come abbia trovato moglie e fatto un figlio, e come la moglie sia morta (non è uno spoiler, si era già visto nei precedenti filmati) rimane un mistero, e questo ci introduce ad uno dei punti focali della nostra prova. Questo God of War come già accennato è un nuovo inizio, e già da quanto provato finora si fa effettivamente apprezzare con estrema facilità anche da chi non si è mai avvicinato alla saga.

Il gioco ci accompagna con mano con vari tutorial, facendoci apprezzare il carattere di questo “nuovo” Kratos, facendoci conoscere Atreus e tutti gli elementi che contraddistinguono questa nuova ambientazione, ma non mancano le citazioni ai precedenti capitoli della saga. Bisogna quindi capire se nel corso della storia verranno approfondite anche le varie questioni che legano il quarto capitolo ai precedenti tre, o se alcune cose rimarranno più fumose. Ma veniamo a qualcosa di più concreto: il gameplay.

Alcuni combattimenti sono incredibili, anche grazie ad intermezzi particolarmente scenici che interrompono momentaneamente il gameplay.

Le meccaniche di gioco di questo nuovo capitolo possono essere in buona parte associate a quelle di un Action RPG. Non abbiamo nominato Horizon Zero Dawn a caso: God of War riprende in parte le dinamiche di gestione di Aloy, portandoci a sviluppare il nostro Kratos secondo percorsi ben definiti. Sconfiggendo nemici si guadagnerà esperienza, che potrà essere investita in abilità suddivise in più rami e anche in abilità per Atreus, specializzato nel supportare il padre con arco, frecce e altre tattiche di vario genere. Allo stesso tempo ci sarà da gestire l’equipaggiamento di entrambi i personaggi, forgiabile con materiali scovati qua e là, ma in questo caso non ci sarà l’impronta open world che invece caratterizza il titolo di Guerrilla Games. Non ci troveremo quindi a vagare per lande gelide a caccia di materiali con il buon Kratos, tutt’altro.

Apriamo quindi una breve parentesi a proposito proprio del mondo di gioco di God of War: estremamente caratteristico, sia nelle ambientazioni al chiuso che in quelle all’aperto, ma non si tratta appunto di un open world. Il level design è ben più vasto di quanto ci si possa aspettare, con extra da esplorare in praticamente qualsiasi zona che contraddistingue i vari momenti di gioco. Non aspettatevi quindi un’esperienza “su binari“, ma un giusto mix di elementi. Torniamo quindi al gameplay.

Il nano protagonista di questo screenshot ci aiuterà forgiando nuove armature e migliorando la nostra fida compagna di avventure, l’ascia leviatano.

La gestione dell’inventario prevede anche l’utilizzo di vari generi di rune, attivabili grazie alla combinazione di più pulsanti, da abbinare alle principali armi di cui sono dotati Kratos e Atreus. Le rune, così come altre modifiche come il manico dell’ascia di Kratos e altre, vanno anche ad influenzare le sei statistiche di base del protagonista: forza, difesa, vitalità, fortuna, ricarica e runico. Inoltre i vari equipaggiamenti vanno a modificare l’aspetto estetico di Kratos e Atreus, particolare finora non evidenziato dai vari filmati o screenshot rilasciati da Santa Monica Studio.

Atreus non è l’unico compagno di viaggio di Kratos: c’è anche l’ascia Leviatano, che imparerete ben presto ad apprezzare. È palese che si tratti di un artefatto del nord, e già nelle prime due ore di gioco scopriremo la sua origine. Le sue peculiarità? Danni da ghiaccio, la possibilità di congelare alcuni nemici e soprattutto la possibilità di lanciarla in perfetto stile martello di Thor. Una volta lanciata può essere richiamata con il pulsante triangolo, e sempre in stile martello di Thor, Leviatano danneggerà i nemici che si troveranno tra lei e Kratos. Il combattimento in questo modo guadagna uno spessore davvero incredibile: è ad esempio possibile lanciare Leviatano ad uno degli avversari per congelarlo, e nel frattempo passare al combattimento a mani nude. Kratos sfrutterà pugni, calci e colpi di vario genere grazie anche ad uno scudo a scomparsa collocato in un bracciale magico, e in qualsiasi momento potrà richiamare Leviatano per danneggiare magari l’avversario che si trova davanti a sé.

Dopo quattro capitolo ancora non hanno capito che non devono far arrabbiare Kratos.

Nel frattempo dovremo fare attenzione ai vari colpi dei nemici, rotolando in varie direzioni per evitare colpi diretti o anche pararsi nel momento giusto con lo scudo in modo da aprirsi una finestra per un possibile contrattacco. L’ascia Leviatano, la sua modalità di lancio e la capacità di congelare, sono anche alla base della risoluzione di alcuni dei puzzle ambientali che vanno a spezzare l’azione di gioco. In tutto ciò è bellissimo anche il modo in cui Kratos maneggia l’ascia: si riesce a percepire la sua pesantezza, il suo potere e la sua fisicità, anche grazie al modo in cui rotea e in cui ritorna nelle mani di Kratos.

Ogni avversario richiede tattiche di approccio diverse. Le streghe ad esempio devono essere distratte da Atreus e colpite nel momento giusto. Colpirle a distanza con l’ascia è inutile, sono troppo veloci.

Non finisce qui: certi nemici, se storditi, possono essere finiti con mosse che ricordano molto quelle della più recente incarnazione di DOOM; ci sono elementi scenici che vengono distrutti dalla furia di Kratos; si può attivare la Furia di Sparta, una modalità di rabbia pura che ci permette di sgominare i vari nemici a mani nude (con un bel ghigno sulla faccia), nemici resistenti a Leviatano o altri così veloci da evitare il lancio diretto dell’ascia e tanto, tantissimo altro. Da non sottovalutare poi la presenza di ben quattro livelli di difficoltà, tra cui “Give me the real God of War“, una modalità che mette in difficoltà lo stesso Barlog e che per certi versi avvicina questo nuovo capitolo ad uno della saga di Dark Souls (senza però l’uso della stamina).

E ancora non abbiamo fatto cenno al comparto tecnico! Il comparto grafico è a dir poco sorprendente: le ambientazioni regalano talvolta degli scorci che non hanno nulla a che invidiare con quelli di Horizon Zero Dawn, e i modelli dei personaggi, specialmente quelli di Kratos e Atreus, sono particolarmente ricchi di dettagli: cicatrici, tatuaggi, i pori della pelle, i movimenti dei vari muscoli del volto durante i dialoghi o durante le scene di gioco. Proprio quest’ultimo punto ci introduce alle scene di intermezzo che caratterizzano God of War: sono tutte realizzate con lo stesso motore di gioco, e quasi non ci sono stacchi tra il gioco vero e proprio e i vari filmati. Il team di sviluppo ha donato al gioco un taglio cinematografico davvero encomiabile, senza però risparmiarsi sul gameplay e sulle varie dinamiche di gioco. State tranquilli quindi: non si tratta di un film interattivo, ma di un gioco che soprattutto grazie al suo gameplay vi terrà incollati alla poltrona per un bel po’. La versione da noi testata girava su PS4 Pro, comprensiva quindi di HDR e di effetti aggiuntivi. Ottimo il frame rate, che almeno in questa versione sembrava mantenersi stabile sui 30 fps. D’obbligo parlare anche del comparto sonoro.

Difficile non perdersi in alcune delle ambientazioni del gioco o non apprezzare tutti i dettagli che caratterizzano Kratos e gli altri personaggi.

La colonna sonora è stata affidata niente meno che a Julian “Bear” McCreary, il curatore delle OST di Battlestar Galactica, di The Walking Dead e di tante altre serie TV. Dal poco che abbiamo ascoltato possiamo dirvi che non vediamo l’ora di poterla ascoltare in loop. La versione da noi provata presentava inoltre il doppiaggio in italiano definitivo. Il doppiatore di Kratos è cambiato, ma calza a pennello con ciò che rappresenta ora il protagonista della serie: troviamo quindi una voce più profonda, più saggia e ponderata per certi versi. Ci ha convinto un po’ meno il doppiaggio di Atreus, ma per giudicarlo definitivamente bisogna anche vedere il percorso del personaggio lungo tutto il gioco. Stiamo comunque parlando di un doppiaggio a livello professionale che non ha nulla a che invidiare con quello cinematografico.

Conclusioni

Ci sarebbe tantissimo altro da dire. Nelle due ore e mezzo che abbiamo potuto provare abbiamo tra le altre cose sperimentato un boss fight incredibilmente divertente, violento, teatrale e per di più anche dinamico. Persino i combattimenti più semplici con i giganti che abbiamo già visto in trailer e video gameplay passati riescono ad essere estremamente gratificanti e altrettanto dinamici.

Particolarmente riuscita anche l’aggiunta di Atreus nelle stesse dinamiche di gioco: i suoi aiuti durante i combattimenti e nella risoluzione dei puzzle ambientali, vista la sua agilità, sono fondamentali per proseguire nell’avventura. Ed è difficile non notarci appunto anche un po’ di The Last of Us, come detto nell’introduzione, ma non è assolutamente un male, anzi. E anche lo stesso rapporto padre-figlio, l’emotività repressa di Kratos, l’elaborazione del lutto di Atreus e l’evoluzione del suo rapporto con Kratos, tutti elementi altrettanto fondamentali che non vediamo l’ora di approfondire al momento dell’uscita di God of War su PS4, prevista per il 20 aprile 2018. Un altro grande successo per la piattaforma gaming di Sony? Probabilmente sì, non ci rimane che attendere il suo arrivo sul mercato per valutare il prodotto finale nella sua interezza.

COSA CI HA CONVINTO… … E COSA NO
  • Le ambientazioni e la mitologia norrena
  • Le nuove dinamiche di gioco in stile Action RPG
  • L’ascia Leviatano e il suo impatto sulle meccaniche di gioco
  • Il comparto tecnico
  • Il doppiaggio di Atreus
  • Ben poco altro in verità, ma attendiamo la versione finale per “gridare” al capolavoro

Video review online!

Anteprima God of War 2018 – Nuovi Screenshot