Call of Duty: WWII – Ciao spettacolarità, benvenuta umanità

Giorgio Palmieri Ricordiamoci cos'è la guerra

Poco importa se negli ultimi anni abbiamo imbracciato armi laser e viaggiato nello spazio più profondo: Call of Duty resta e resterà sempre una saga sulla Seconda Guerra Mondiale, soprattutto per chi l’ha vista crescere. Non che non ci siano mai stati buoni capitoli dopo l’abbandono del grande conflitto tra le potenze dell’Asse e dei Paesi Alleati, ma l’identità della serie – e di questo ne siamo convinti – dimora nella Seconda Guerra Mondiale: ed è giunto il momento di risvegliarla.

Call of Duty torna infatti alle sue origini: il nuovo capitolo, Call of Duty: WWII, uscirà il 3 novembre e sarà ambientato nel più grande conflitto bellico della storia, dove realismo, autenticità e intensità cinematografica vestiranno un ruolo di primaria importanza. La spettacolarità sembra quindi essere stata messa in secondo piano, e con lei gli eroi “più muscoli che cervello” degli esponenti basati sulla fantascienza, per dare spazio all’umanità che si cela dietro la guerra.

Non a caso, il cambio di rotta arriva a ridosso del riscontro positivo di critica e pubblico per Battlefield 1, che ricordiamo essere ambientato nella Prima Guerra Mondiale, dopo una parentesi di ammodernamento tra alti e bassi. In realtà, la direzione più umana per la narrativa della campagna in solitaria, esaltata durante la promozione del gioco di DICE e EA, non ha poi entusiasmato nella prova sul campo, motivo per il quale potreste (giustamente) dubitare delle buone intenzioni di Sledgehammer Games.

Il team californiano ha espresso però il desiderio di raccontare una storia che fa attenzione a ciò che è successo, e rende omaggio all’eroismo, a chi si è sacrificato per il bene della patria, mettendo il giocatore nei panni di una semplice persona che, quando spara e uccide, sente il peso della responsabilità di un gesto così violento.

La trama, riporta Polygon, prende piede poco prima del D-Day, e ruota attorno a Ronald “Red” Daniels, un soldato dell’esercito degli Stati Uniti: la sua divisione di fanteria, chiamata “Fighting First”, è fatta di gente spaventata e poco qualificata.

Ciò che sulla carta desta interesse è che il protagonista dovrà fare rapporto ai suoi superiori Pierson e Turner, i quali hanno idee diametralmente opposte su come comportarsi in combattimento. Il conflitto quindi non vive solo sul terreno di guerra, ma anche e soprattutto dietro le quinte, proprio perché ogni generale incarna una visione del mondo molto diversa, con Turner che si focalizza prima sull’uomo che sulla buona riuscita della missione, mentre Pierson pensa solo e soltanto a quest’ultima, costi quel che costi. Le vicende, però, esploreranno anche il passato del protagonista, attraverso flashback sulla sua educazione in Texas, dove imparerà alcune lezioni sull’onore e il coraggio del padre.

Per quanto riguarda il gameplay, sappiamo davvero poco, a parte l’assenza della vita ricaricante e dei proiettili disponibili in grosse quantità, che già rappresentano un grosso cambiamento all’interno dell’alchimia di gioco. Anche il multigiocatore sarà profondamente differente dalle esperienze a cui siamo abituati da diversi anni a questa parte, con ben tre nuove modalità: Guerra ad esempio sarà fedele alla natura del conflitto, con delle ricostruzioni degli scontri storici tra Asse e Alleati; poi c’è Divisioni, attraverso la quale potremo ammirare un nuovo tipo di progressione e personalizzazione dei soldati; e, infine, Quartier Generale, uno spazio sociale per i giocatori di Call of Duty, dove si organizzano partite e si interagisce con i propri amici.

È stata inoltre confermata la presenza di una modalità cooperativa, insieme a quella Zombie, dove, presumibilmente, i toni seriosi della produzione verranno edulcorati, ma per un primo assaggio dovremo aspettare l’E3 di giugno. Sledgehammer Games sembra quindi aver imboccato la strada giusta: lo studio ha assicurato che questo sarà il Call of Duty più profondo di sempre, e non si tratta di una frase fatta, ma di realtà: le premesse, come potete ben vedere, parlano chiaro.

Per maggiori informazioni, vi rimandiamo al nostro articolo dedicato alla presentazione di questo nuovo, promettente Call of Duty, con informazioni sulle prenotazioni, le edizioni speciali e molto altro ancora.